L’allarme dei medici verso le ferie estive: “Mancherà ancora più personale negli ospedali”

È noto che, nelle strutture sanitarie italiane, c'è una mancanza di personale che riguarda praticamente tutte le Regioni. Ora che si avvicinano le ferie estive, però, la situazione rischia di peggiorare. Lo ha segnalato Anaao-Assomed, sindacato dei medici dirigenti: la carenza potrebbe crescere del 20% nelle prossime cinque settimane, cioè nel periodo che coprirà dalla metà di luglio alla fine di agosto. Nel frattempo, i professionisti sanitari avranno davanti due scelte: prima usare le proprie ferie, e dopo dover fare "i salti mortali" per coprire i buchi lasciati dai colleghi; oppure rinunciare direttamente alle ferie, come fanno in molti, per portare avanti il proprio reparto.
Il segretario nazionale di Anaao-Assomed, Pierino Di Silverio, ha spiegato che nel periodo estivo – proprio quando in molti ospedali si pianificano le ferie – le richieste di cure dei cittadini aumentano. D'altra parte, anche se buona parte delle aziende e dei settori ‘rallentano' ad agosto, lo stesso non si può dire per le necessità sanitarie della popolazione. Anche perché, con il caldo estremo, i più fragili sono esposti a un rischio di malori più alto rispetto al resto dell'anno.
Dunque, i medici vanno in ferie, le Regioni non hanno i fondi per assumere il personale necessario a sostituirli adeguatamente, e intanto la necessità di cure cresce. Così, "chi resta in corsia è costretto a fare i salti mortali per garantire il servizio", ha affermato Di Silverio. I reparti degli ospedali vengono "accorpati" per fare fronte alla mancanza di professionisti, ci sono meno medici di guardia, i servizi essenziali restano tutti aperti ma "a prezzo di enormi sacrifici".
La situazione è tale che, per evitare il peggio, molti tra i medici decidono di rinunciare direttamente alle proprie ferie. La stima di Anaao-Assomed è che, complessivamente, in Italia ci siano cinque milioni di giornate di ferie mai sfruttate da parte dei medici. Ferie "sostanzialmente perse", che non vengono nemmeno rimborsate. Nei migliori dei casi si è invece spinti a rinviare le ferie, oppure a goderle in periodi ridotti, per tornare presto a dare una mano in ospedale.
Il problema secondo Di Silverio è la mancanza strutturale di fondi e di riforme per la sanità. Uno su tutti: il tetto di spesa per il personale. Un nodo che il governo Meloni ha promesso di superare da tempo, ma per ora le novità inserite nel decreto Liste d'attesa di oltre un anno fa restano sulla carta. Il problema del tetto è questo, ha spiegato il segretario: "Le aziende sanitarie possono assumere solo spendendo quanto spendevano nel 2004, meno l'1,4%". Mentre è dal 1988 che non si aggiornano i fabbisogni del personale medico nei vari reparti. Insomma, il settore è legato a norme di venti, trenta o quarant'anni fa, che nessun governo ha aggiornato.
L'appello di Anaao ha attirato una reazione sul piano politico: Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, ha affermato che "i nostri ospedali senza personale e senza assunzioni" vanno "incontro a disagi sempre più ingestibili in estate perché mancano camici in corsia". E si è rivolto al governo Meloni: "Dopo oltre un anno, aspettiamo ancora che venga tolto il tetto alla spesa per il personale, come avevano promesso prima delle europee. Un Paese condannato in lista d'attesa".