Il Green Pass europeo sarà esteso anche ai Paesi terzi (e non funzionerà solo tra gli Stati membri dell'Ue) in modo da ripristinare a pieno i flussi turistici da e per l'Europa quando arriverà la stagione estiva. Lo ha detto il ministro per il Turismo, il leghista Massimo Garavaglia, intervenendo in conferenza stampa al fianco di Mario Draghi al termine del vertice dei ministri G20 del Turismo. "Ho chiesto e ottenuto dal commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton, che ha partecipato alla riunione il massimo impegno per accelerare al massimo l'introduzione del certificato verde digitale europeo, misure che pensiamo di introdurre in anticipo, estendere il lasciapassare europeo ai Paesi terzi che desiderano ripristinare i flussi turistici da e verso l'Europa. Breton ha assicurato che il certificato sarà aperto alla adesione dei Paesi terzi", ha precisato Garavaglia.

Cosa ha detto Garavaglia sul Green Pass

Il ministro non ha parlato solo del Green Pass europeo, ma anche del certificato nazionale annunciato nel decreto Riaperture, che serve dallo scorso 26 aprile per spostarsi tra le Regioni rosse e arancioni. E che, come spiegato in conferenza stampa da Draghi, da metà maggio sarà valido anche per i turisti che arrivano nel nostro Paese: "Va benissimo il Green Certificate, lo abbiamo approvato in Consiglio dei ministri e per quanto possibile anticiperemo questo certificato per consentire una mobilità in sicurezza e le prenotazioni degli stranieri nel nostro Paese".

Nel vertice del G20 è stata definita la strategia per la ripresa mondiale del turismo, uno dei settori più colpiti dall'emergenza coronavirus: "Entreranno nella storia come le ‘Rome guidelines', sono sette come i 7 colli di Roma: mobilità sicura, gestione delle crisi, resilienza, inclusività, trasformazione verde, transizione digitale, investimenti e infrastrutture", ha annunciato il ministro. Precisando che sotto la presidenza dell'Italia verranno lanciate una serie di "azioni che consentiranno di poter ripartire in sicurezza e in velocità". E ancora: "Si possono fare tante misure particolari, nel breve, che proporremo nei prossimi decreti e che riguardano anche le modalità per far ripartire nel modo più semplice e ordinato possibile l'occupazione in un settore che per definizione ha bisogno di una certa flessibilità".

Quanto è pesata la pandemia sul turismo

Garavaglia però ha anche precisato: "Ci saranno una serie di norme mirate nel prossimo decreto semplificazioni però, a monte di tutto, è la ripresa dell'afflusso dei turisti stranieri la vera necessità del nostro sistema Paese. Il punto chiave è far ripartire la macchina". Insomma, la vera ripresa per il settore avverrà quando riprenderanno i flussi turistici verso il nostro Paese e potranno riprendere tutte le attività legate a questo universo. Solo così inizierà davvero il rilancio di un settore la cui crisi durante la pandemia è costata all'Italia "28 miliardi di euro, 1,5 punti di Pil".

L'ipotesi delle vaccinazioni prioritarie agli operatori del turismo

Con la stagione turistica alle porte e la campagna vaccinale che ha terminato di proteggere le categorie più fragili, Garavaglia è anche tornato sulla questione delle vaccinazioni prioritarie agli operatori del turismo: "Fortunatamente i ritmi di vaccinazione hanno raggiunto quelli che erano gli obiettivi, il piano ha avuto quella accelerazione auspicata. Una volta vaccinati i fragili, quindi, si potranno fare delle valutazioni sulle singole categorie più esposte e più necessarie per tutelare anche le imprese del turismo. Lo faremo a valle, dopo aver vaccinato tutta la popolazione fragile", ha concluso il ministro.