Opinioni
4 Luglio 2012
10:32

La spending review del Governo Monti: mazzata su pubblico impiego ed Enti locali

Le prime indiscrezioni sul decreto per la spending review evidenziano sostanziosi tagli alla pubblica amministrazione, con l’accorpamento delle province ed una diminuzione del 10% dei dipendenti pubblici.

Mentre il commissario per la spending review, Enrico Bondi, è ancora al lavoro, filtrano le prime indiscrezioni sul decreto per la spending review, tema al centro del dibattito in questi giorni. Indiscrezioni riassumibili fondamentalmente in una sola (ricorrente) parola: tagli. Misure che, stando almeno alla bozza di decreto rilanciata dai media in queste ore, porteranno un risparmio di circa dieci miliardi di euro all'anno e riguarderanno i ministeri, le province, gli organici delle pubbliche amministrazioni e le circoscrizioni giudiziarie. Non manca inoltre l'ennesimo taglio dei trasferimenti agli enti locali, con la dotazione delle Regioni a statuto ordinario ridotta di circa un miliardo, mentre i Comuni dovranno rinunciare a 500 milioni per il 2012 e a ben 2 miliardi a partire dal 2013.

Pubblica amministrazione – Come vi abbiamo anticipato negli ultimi giorni, c'era grande attesa per i provvedimenti sull'organico della pubblica amministrazione. Dalla bozza emerge infatti la conferma di un taglio del 10% della pianta organica dei dipendenti e di un 20% dei dirigenti. Un provvedimento destinato ovviamente a far discutere e che sarà attuato facendo ricorso alla mobilità obbligatoria per due anni e al prepensionamento dei dipendenti anziani (con le prime stime parlano di oltre 250mila impiegati interessati). Accanto a tale misura resta il blocco del turn over, con un meccanismo a scalare che abbasserà la facoltà di assumere al 20% fino al 2015. Importante anche la riorganizzazione dei periodi di ferie (con gli uffici obbligatoriamente chiusi nelle settimane di ferragosto e Natale), mentre i permessi non goduti non potranno essere più monetizzati. Cala la mannaia anche sui buoni pasto che saranno ricondotti tutti alla cifra di 7 euro.

Tagli ai ministeri: scure sulla Sanità –  Mentre ancora si discute nello specifico, le prime indiscrezioni mostrano tagli sostanziali al comparto sanitario. Si parla di oltre 30mila posti letto in meno negli ospedali e come riporta Corriere "vengono rideterminati i tetti della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, rinegoziati al ribasso i contratti di appalto, riviste le convenzioni con le strutture private accreditate, ridotti i fondi per l'acquisto dei dispositivi medici, aumentato il contributo delle farmacie all'equilibrio del sistema e delle aziende farmaceutiche all'eventuale sforamento dei tetti di spesa". Provvedimenti che colpiscono anche le Regioni, che dovranno farsi carico del 50% di eventuali sforamenti ai tetti di spesa previsti (e che dovranno ridurre gli esborsi per le prestazioni svolte dai privati in regime di convenzione). Una riorganizzazione è prevista anche per le forze di polizia, con i dipendenti sotto i 32 anni che dovranno essere impiegati in "servizioperativi"; mentre l'organico delle forze armate verra ridotto di un ulteriore 10%. Ridotto dal 2013 anche il Fondo di finanziamento per Università e Ricerca (si parla di circa 200 milioni di euro).

Enti soppressi e tagli ai fondi – Vengono soppressi alcuni "enti inutili", come la Stazione zoologica Anton Dohrn, l'Istituto italiano di studi germanici,  l'Istituto nazionale di alta matematica, l'Istituto nazionale di ricerca metrologica, l'Istituto nazionale di astrofisica, il Museo storico della fisica, il Centro di studi e ricerche Enrico Fermi e l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale. Vengono inootre sottoposti a "riorganizzazione" il Cnr e l'Ingv. mentre restano i fondi per l'operazione "strade sicure", viene dimezzato quello per le vittime dell'uranio impoverito e ridotto anche il Fondo Letta (circa 39 milioni); ridotto di circa 9 milioni il fondo per le missioni di pace.

Riduzione dei permessi sindacali – Come riporta la bozza, rilasciata in esclusiva dall'agi, "i permessi sindacali a partire da gennaio del 2013 saranno ridotti del 10%. "I contingenti dei distacchi sindacali e dei permessi sindacali retribuiti … sono ulteriormente ridotti del 10%. La riduzione e' effettuata a decorrere dal 1 gennaio 2013".

A Fanpage.it fin dagli inizi, sono vicedirettore e caporedattore area politica nella redazione romana. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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