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Opinioni
4 Ottobre 2016
15:51

Via libera della Camera a telecamere negli asili per prevenire abusi e maltrattamenti

La proposta – presentata dall’onorevole Gabriella Giammanco – prevede l’istituzione di regole per l’installazione di sistemi di videosorveglianza negli asili per contrastare episodi di violenza e maltrattamenti.
A cura di Charlotte Matteini
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violenzaasilo maestra arrestata

Update 19/10/2016 – La Camera dei deputati ha approvato la legge sulla videosorveglianza negli asili e nelle strutture per anziani e disabili con con 279 voti favorevoli, 22 contrari e 69 gli astenuti. Il provvedimento passa adesso all'esame del Senato per l'approvazione definitiva.

Nel corso degli anni, numerose sono state le proposte di legge presentate in Parlamento per istituire l'obbligo o la facilitazione del processo di installazione di sistemi di videosorveglianza negli asili. Lo scopo? Evitare abusi e maltrattamenti sui bambini, che troppo spesso le cronache nazionali riportano. L'ultimo caso è stato scoperto a Potenza: le maestre di un asilo avrebbero strattonato, preso a calci e maltrattato alcuni bambini di 4 anni. Puniti perché facevano troppi capricci. Il caso è stato sollevato da una mamma del luogo, accortasi che la figlia aveva sul corpo dei lividi di cui non riusciva a spiegarsi l'origine. Denunciata la circostanza, i carabinieri hanno provveduto a installare delle telecamere di video-sorveglianza di nascosto dalle dipendenti dell'asilo, grazie alle quali sono riusciti a reperire alcune prove video dei maltrattamenti a cui erano giornalmente sottoposti i bambini. Il testo ora al vaglio della Camera dei Deputati, che attende di essere emendata in commissione per poi tornare in Aula il 13 ottobre per la discussione, è stata presentata dall'onorevole di Forza Italia Gabriella Giammanco e prevede oltre all'installazione di telecamere negli asili, anche la somministrazione di test attitudinali a educatori e maestri, allo scopo di costruire un quadro psicologico del futuro insegnante dei piccoli allievi.

"L’obiettivo della legge è quello di accorciare i tempi. Se le telecamere sono già presenti negli asili, non c’è bisogno di far continuare le violenze per poterle accertare: basterà che la magistratura possa visionare le immagini criptate quando c’è una denuncia da parte dei genitori", ha spiegato la Giammanco, sottolineando: "Dobbiamo essere sicuri che chi si prende cura dei nostri cari siano persone affidabili: non solo facendo una valutazione al momento dell’assunzione, ma anche prevedendo test che controllino il logoramento fisico e psichico che può derivare da mansioni così delicate".

Nel corso degli anni, il Garante della Privacy è più volte intervenuto con provvedimenti ad hoc per limitare l'uso della video-sorveglianza negli asili per evitare che le riprese potessero in qualche modo essere utilizzate in spregio alla normativa europea della privacy, in vigore in Italia dall'inizio degli anni 2000. Il testo di legge della Giammanco punta infatti non solo a estendere la possibilità di utilizzo di sistemi di video-sorveglianza in asili e scuole per l'infanzia, ma anche a predisporre delle limitazioni all'utilizzo in modo tale da non farle diventare una sorta di misura ricattatoria nei confronti dei dipendenti delle strutture scolastiche e limitare la possibilità che queste riprese possano essere utilizzate per scopi differenti dal mero controllo in caso di situazioni a rischio. Trattandosi di filmati di bambini molto piccoli, numerose cautele sono state inserite nel testo di legge.

L'attuale proposta di legge si compone di 5 articoli totali e prevede che "gli asili nido comunali e privati e le scuole dell'infanzia comunali, statali e paritarie, dalla data di entrata in vigore della presente legge possono dotarsi di un sistema di telecamere criptate a circuito chiuso al fine di garantire una maggiore tutela dei minori ospitati nelle medesime strutture" e che "le registrazioni del sistema di videosorveglianza possono essere visionate esclusivamente dalle Forze dell'ordine e solo a seguito di formale denuncia di reato alle autorità competenti". Le immagini, inoltre, prevede l'articolo 3, saranno "registrate dalle telecamere criptate a circuito chiuso e automaticamente cifrate, al momento dell'acquisizione, all'interno delle medesime telecamere attraverso un sistema a doppia chiave asimmetrica; la chiave pubblica risiede all'interno del firmware di ciascuna telecamera e la chiave privata rimane nell'esclusiva disponibilità di un ente certificatore accreditato che la fornisce solo in conformità a quanto stabilito dalla legge. Inoltre, il "flusso di dati cifrati in output dalle telecamere, sprovviste di dispositivi di comunicazione con risorse esterne, è trasmesso via cavo ethernet o con soluzione wi-fi cifrata a un server interno non configurato per la connessione alla rete internet". Per istallare le telecamere, gli asili pubblici avranno bisogno dell'assenso dei sindacati e, da quanto si evince leggendo il testo di legge, nessuno potrà avere accesso a quelle immagini se non la magistratura a seguito di formale denuncia.

Per quanto riguarda gli aspetti legati al trattamento dei dati personali, il Garante della privacy, entro 60 giorni dall’adozione della legge, dovrà intervenire pubblicando un regolamento che evidenzi "adempimenti e prescrizioni da applicare in relazione all’installazione dei sistemi", documento già esistente per quanto riguarda la videosorveglianza nei luoghi di lavoro, basato sulle linee guida europee. Il testo, inoltre, delega il Governo all'adozione di un decreto legislativo che preveda test psico-attitudinali per insegnanti, operatori socio-sanitari ed educatori che lavorano nell'ambito dell'assistenza a soggetti in condizioni di vulnerabilità come bambini, anziani e disabili.

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Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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