Matteo Salvini presenta la proposta della Lega al governo: un taglio dell’Iva per dare “una boccata di ossigeno alle famiglie e alle imprese”. In conferenza stampa il leader del Carroccio spiega la richiesta di intervenire tagliando l’Iva. “Abbiamo fatto i compiti a casa al posto del presidente del Consiglio, che parlò agli Stati generali, lo scorso giugno, di un'operazione di taglio dell'Iva per rilanciare i consumi – afferma Salvini –. Da giugno scorso non abbiamo notizie di questo taglio dell'Iva, quindi abbiamo fatto noi una proposta che offriamo al Paese, di taglio dell'Iva, che sicuramente darebbe un impulso notevole alla ripresa dei consumi. Poi lo mettiamo sul tavolo del governo, sperando che almeno questa volta ci ascoltino”.

La proposta della Lega sul taglio dell'Iva

Salvini illustra la proposta sostenendo che di questo intervento “beneficerebbero tutte le categorie”, considerandolo “più utile rispetto ai troppi dpcm che prevedono delle mance solo per alcuni”. L’operazione costerebbe, secondo le stime, circa 20 miliardi di euro. Primo obiettivo sarebbe quello di ridurre l’Iva sui generi alimentari, “i cui prezzi stanno aumentando (+1,5%) con grave danno per le famiglie”.

Andando nello specifico, la proposta della Lega prevede di portare “a zero le due aliquote ‘super-ridotte’ del 4% e del 5%”, per un costo di 4 miliardi. Poi si punta a ridurre di due punti l'aliquota ridotta del 10% (costo: 7 miliardi) e tagliare di due punti l'aliquota del 22% (costo: 9 miliardi). La Lega spiega ancora: “L’obiettivo è azzerare l'Iva sul pane, e tagliare quella sulla carne e sui vestiti. È un intervento chiesto da molte categorie e in linea con quanto fatto in altri paesi europei”. “Anche l’Ue – spiega Alberto Bagnai – suggerisce di avere solo due aliquote”. Quindi l’obiettivo è quello di ridurre le aliquote minime al 4%, mentre le altre due dovrebbero diminuire dal 10% all’8% e dal 22% al 20%.

Abolire l'aliquota sul pane, ridurre quella per vestiti

Salvini sottolinea come l’obiettivo sia quello di azzerare le aliquote sui prezzi del pane, del latte, della frutta e della verdura. Inoltre scenderebbe all’8% l’aliquota su carne, pesce, zucchero, caffè, ma anche bollette e alberghi. L’altro abbassamento, quello dal 22% al 20%, riguarderebbe “tutto quello che si compra in negozio, portando una boccata di ossigeno per tutto il settore commerciale”: si tratterebbe dell’aliquota sull’acquisto di abbigliamento, calzature e bevande. Il segretario leghista aggiunge: “I primi quattro  beni di taglio sono l'abbigliamento, il mobile, le bollette della luce e del gas e le auto”.