Il cibo è un'eccellenza italiana, questo si sa, e allora perché non istituire un ‘ministero del Cibo'? Il progetto arriva da un deputato di Forza Italia, Paolo Russo, che ieri ha depositato alla Camera una proposta di legge a riguardo. Anche se la proposta potrebbe suscitare a primo acchito ilarità, in realtà si tratta di una proposta molto seria perché – come si legge – l'idea è che assorba "Le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di agricoltura e foreste, caccia e pesca".

Il deputato, che dal 2008 al 2013 è stato Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, rivendica l'importanza della proposta quando sostiene che il ministero del Cibo: "Avrà il compito di promuovere una competizione intelligente e integrale dell'intera filiera agroalimentare, per renderla capace di competere in modo unitario sui mercati internazionali, al fine di esaltare l'eccellenza italiana e di fornire la rappresentazione di un Paese che è interessato non solo a sviluppare una filiera, ma anche a realizzare un modello di opportunità". Competizione sui mercati internazionali dunque, sembra questa la principale motivazione dietro la proposta, che forse non a caso arriva in un periodo di crescita del protezionismo, come dimostra la recente introduzione di nuovi dazi americani che rischiano di indebolire il nostro settore agroalimentare. Con l'istituzione del ministero, secondo il deputato forzista: "Si garantirebbe un approccio unitario alle istanze del Paese che, da un lato, investe nella manifattura e, dall'altro, valorizza le attività artigianali, la capacità agricola e le eccellenze dei nostri territori". La proposta, come si legge nella relazione abbinata agli articoli dovrebbe rispondere ad una precisa esigenza del settore agroalimentare che in tal senso aveva già lavorato a livello associativo.

L'idea, non è del tutto nuova, Russo ha dichiarato di ispirarsi all'esperienza francese, che ha già istituito un dicastero analogo. "L'Italia compete con la Francia nel settore agroalimentare" – ha sostenuto il politico – "Ma l'esistenza di un loro ministero ad hoc ovviamente consente alla Francia una maggiore e più efficace capacità di intervento, anche dal punto di vista finanziario".

Già nel 2018 una proposta simile era arrivata dall'area di Forza Italia. Il deputato Giorgio Mulè si era fatto interprete di una sollecitazione di Coldiretti per l'istituzione di un ministero del Cibo a cui il parlamentare azzurro aveva proposto di aggiungere l'aggettivo "italiano". Perché ? "Per dare  forza e prestigio al settore agroalimentare che rappresenta un’eccellenza indiscussa del nostro Paese", aveva sostenuto il deputato.