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22 Gennaio 2023
11:53

La ministra Roccella dice che l’aborto “fa parte purtroppo delle libertà delle donne”

La ministra della Famiglia Roccella dice di non voler toccare la 194, ma dice che l’aborto “fa parte purtroppo delle libertà delle donne”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Ancora una volta il diritto delle donne ad abortire viene minacciato e svilito dal governo. Questa volta per bocca della ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella.

Il membro del governo Meloni, in un intervento in tv, invece di parlare della mancata applicazione della legge 194 in strutture ospedaliere in cui mancano i ginecologi obiettori che praticano IVG, o di affrontare il tema della mancata diffusione di dati aperti da parte del ministero della Salute – che nell'ultima Relazione di attuazione della legge 194, ferma tra l'altro al 2020, pubblica solo dati in formato chiuso e aggregati per Regione, senza rendere note le pubbliche le percentuali di obiettori delle singole strutture – sostiene che l'aborto sia un diritto garantito per le donne, aggiungendo esplicitamente che questa libertà non è un fatto positivo.

Venerdì, Ospite di ‘Oggi è un altro giorno', su Rai uno, Roccella dice che la 194 è una "buona legge, equilibrata, ma le donne non sono felici di abortire", esprimendo un giudizio che esula dalle sue competenze e che entra nella vita privata e nelle scelte degli individui.

Aggiunge inoltre che abortire "fa parte purtroppo delle libertà delle donne", lasciando intendere che questo diritto, per qualsiasi motivo lo si eserciti, non sarebbe qualcosa da difendere, anzi. "Oggi sembra che l'aborto sia il più alto diritto delle donne", evidenzia ancora la ministra, quando si tratta in realtà, dice, di "una via di fuga". Come se tutte le donne che decidono di abortire lo facessero per mancanza di alternativa, o per condizioni economiche precarie che non permetterebbero loro di occuparsi di un figlio.

La ministra tuttavia spiega che "la legge 194 non è in discussione", ripetendo così, come un mantra, quello che la premier Giorgia Meloni ripete fin dalla campagna elettorale: "Non voglio abolire o modificare la legge sull'aborto, ma applicarla integralmente".

"Vogliamo dare il diritto alle donne che pensano che l'aborto sia l'unica scelta che hanno, di fare una scelta diversa. Non stiamo togliendo un diritto ma aggiungendolo", ha detto più volte Meloni. "Vogliamo dare alle donne che pensano che l'aborto sia l'unica scelta che hanno il diritto di fare una scelta diversa. Non voglio abolire la 194, non voglio modificarla, ma applicarla integralmente anche nella parte che riguarda la prevenzione", ha ribadito la presidente del Consiglio. Alla prova dei fatti il governo non si sta però occupando di togliere gli ostacoli che consentono il godimento di un diritto fondamentale per la salute fisica e psichica delle cittadine, ma si sta limitando a rilanciare la visione secondo cui una libertà di questo tipo le danneggia.

L'ex deputato di Forza Italia Elio Vito commenta così su Twitter: "Un ministro non può, non deve dire “purtroppo” a proposito di libertà soprattutto per le donne. Le libertà, i diritti non sono mai troppi! E un ministro ha il dovere non solo di riconoscerli ma di rispettarli e di attuarli!".

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