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La Lega vuole cambiare la Costituzione dopo il “tradimento” di Vannacci: cosa dice la proposta

Abbandonata da Roberto Vannacci e da alcuni parlamentari che l’hanno seguito in Futuro nazionale, la Lega lancia una riforma e la chiama “proposta anti-traditori”. Si tratta di cambiare la Costituzione per introdurre il vincolo di mandato e far decadere in automatico chi lascia il suo partito durante la legislatura.
A cura di Luca Pons
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Alla Lega non è andato giù l'addio di Roberto Vannacci, evidentemente. E nemmeno – anzi, forse è stato anche peggio – quello di due parlamentari che hanno scelto di seguirlo e abbandonare il Carroccio. I deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno infatti annunciato che non si riconoscono più nella Lega di Matteo Salvini. Bene, il partito ha rilanciato con una proposta annunciata oggi: una riforma della Costituzione chiamata letteralmente "anti-traditori", a togliere ogni dubbio sul bersaglio che si intende colpire.

La proposta in sostanza è quella di introdurre il vincolo di mandato. Un tema non nuovo nel dibattito politico (lo sollevò anche il Movimento 5 stelle diversi anni fa), e che in Italia è decisamente incostituzionale. Per questo la Lega propone di intervenire direttamente sulla Costituzione.

Il vincolo di mandato è una regola per cui ciascun parlamentare, dopo essere stato eletto, non potrebbe cambiare partito. Non solo, il vincolo si può declinare anche come l'obbligo a votare sempre come indica il partito, senza prendere posizioni personali. La Lega vorrebbe che chi lascia la forza politica con cui è stato eletto, automaticamente, perdesse la poltrona.

"L’obiettivo è evitare i cambi di casacca, che nell’ultima legislatura sono stati quasi 300″, ha fatto sapere il partito. Impossibile ignorare, però, che la proposta è stata preparata non dopo i "quasi 300 cambi" avvenuti negli ultimi tre anni e mezzo, ma dopo le fuoriuscite dei due parlamentari che hanno seguito Vannacci.

Oggi l'articolo 67 della Costituzione è chiaro e sintetico. Recita: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato". Il testo non solo non prevede un vincolo di mandato, ma si cura bene di sottolineare che questo vincolo non ci deve essere. Questo perché i cittadini scelgono un parlamentare, delegandolo a rappresentarli, e poi questo deve avere la libertà di agire secondo coscienza. Deve anche avere la libertà di ribellarsi alla linea del proprio partito, se la ritiene sbagliata – altrimenti, se tutti dovessero automaticamente votare come indicano i leader di partito, si perderebbe direttamente la ragione di avere un Parlamento. Insomma, non c'è una responsabilità legale nei confronti della forza politica, ma solo una responsabilità politica.

La Lega vorrebbe invertire la situazione, introducendo un obbligo che oggi esiste solo in Portogallo e pochi altri Paesi al mondo. Il nuovo articolo 67 sarebbe così: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni con vincolo di mandato". E poi si aggiungerebbe: "I membri del Parlamento che, all’inizio del mandato o nel corso della legislatura, aderiscono ad un gruppo parlamentare che rappresenta un partito o movimento politico diverso da quello a cui appartenevano al momento dell’elezione decadono dal mandato parlamentare".

Insomma, se cambi partito perdi automaticamente il ruolo da parlamentare. Una sorta di ‘punizione' per chi manca di ‘rispetto' e di ‘lealtà' verso la propria forza politica che lo ha candidato, e anche verso gli elettori (se si presume che questi abbiano votato per il partito e non per il parlamentare in questione). Parole – "lealtà", "rispetto verso gli elettori", ecc. – che negli ultimi giorni Matteo Salvini ha usato più volte per parlare proprio del caso Vannacci.

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