La Lega cambia idea sulla Russia. E, almeno in Ue, condanna Vladimir Putin e il suo Paese per l’avvelenamento di Alexei Navalny e quanto successo all’oppositore del presidente russo. Intervenendo al Parlamento europeo, infatti, il presidente del Gruppo Identità e Democrazia a cui fa riferimento la Lega, Marco Zanni, condanna esplicitamente Putin e la Russia. Durante il dibattito su quanto avvenuto all’oppositore russo, Zanni afferma: “Quanto vissuto negli ultimi mesi sulla vicenda Navalny è inaccettabile, la democrazia deve seguire certi principi, certe regole e bene ha fatto l’Ue e gli stati membri a condannare quanto accaduto. E non possiamo permettere che vicino a noi ci siano Stati con cui cooperiamo e dialoghiamo che utilizzano l’arma giudiziaria o potenzialmente dell’attentato per mettere a tacere l’opposizione politica”.

La condanna di Zanni e della Lega a Putin

Secondo l’esponente leghista al Parlamento europeoil rispetto dei diritti umani, politici e civili deve essere sempre al centro delle relazioni tra i nostri Stati membri, tra l’Ue e i paesi terzi. Bene abbiamo fatto, a più livelli, a condannare quanto accaduto e a chiedere chiarezza e per far sì che le autorità russe permettano all’autorità internazionale di fare chiarezza su quanto accaduto a Navalny. Però credo, commissario Borrell, che per essere completamente credibile su questa sua richiesta l’Ue dovrebbe avere un approccio comune, con tutti gli stati terzi, e credo che quanto accaduto proprio di recente con la Cina non sia un esempio cristallino di come l’Ue debba condannare questi comportamenti”. Zanni, quindi, va all’attacco della Cina: “Nonostante in Cina sappiamo che il rispetto dei diritti umani non venga garantito, noi decidiamo di firmare accordi chiudendo gli occhi per gli interessi commerciali di qualcuno. Credo che questo atteggiamento vada cambiato altrimenti l’Ue non potrà essere efficace nella sua richiesta di rispetto dei diritti umani”.

Quando la Lega difendeva la Russia in Ue

La posizione della Lega sembra, quindi, molto diversa rispetto a quella assunta solamente a settembre all’Europarlamento, quando si era votato sulla condanna all’avvelenamento di Navalny, chiedendo sanzioni. La Lega aveva votato contro la risoluzione, approvata comunque a larga maggioranza. E allora proprio Zanni diceva: “L’ottusa logica delle sanzioni andrebbe a colpire e penalizzare anche le aziende italiane”. Anche se già allora il capogruppo leghista ammetteva che l’avvelenamento è un “atto che va condannato e sul quale vanno fatti tutti gli accertamenti”. Comunque una posizione molto diversa rispetto alla condanna espressa oggi.