La frase sessista di La Russa alla giornalista: “Sei carina, ma soprattutto brava”

"Tu chi sei? Sei carina". Sono le parole che il presidente del Senato, Ignazio La Russa ha rivolto ieri sera a una cronista di La7, la giornalista Roberta Benvenuto, che si era avvicinata per fargli qualche domanda. Non un "no comment" – non voleva rispondere, come specificherà subito dopo – ma un commento, non richiesto, sull'aspetto della sua interlocutrice. Salvo poi provare goffamente a correggere il tiro così: "Sei carina, ma brava soprattutto. Soprattutto brava, perché oggi le donne valgono soprattutto se brave. Ma non rispondo a domande che non siano sulla mostra".
Sì, perché come se non bastasse che ad aver pronunciato quelle parole sia stata la Seconda carica dello Stato, si aggiunge il fatto che lo scambio con la giornalista è avvenuto a margine della mostra organizzata a Palazzo Madama e intitolata "Il volto delle Donne – 80 anni di Repubblica: Storie di ingegno fino alle madri costituenti". Ovvero un evento dedicato interamente al talento e alla bravura femminile e che celebra una tappa fondamentale nella storia del nostro Paese, il 2 giugno 1946, quando per la prima volta in Italia le donne poterono votare ed essere elette. In quella giornata i cittadini e le cittadine italiane scelsero quale forma di Stato dare al loro Paese, la Repubblica, ed elessero i rappresentanti incaricati di redigere il testo costituzionale. Di questi, in totale 556 membri, 21 erano donne. Proprio a loro, alle Madri Costituenti è dedicata una sezione della mostra a cui ha partecipato ieri La Russa.
Eppure, nonostante la cornice celebrativa delle figure femminili che hanno fatto la storia dell'Italia, il presidente del Senato non è riuscito a trattenersi dal fare un commento di dubbio gusto nei confronti della giornalista che lo aveva avvicinato per una domanda sul ministro Crosetto. "Tu chi sei? Sei carina", ha detto. Come se l'estetica fosse utile a qualificare la professionalità di una donna che sta facendo il suo lavoro.
Quella pronunciata da La Russa non è stata una battuta né tantomeno un complimento. Non voleva esserlo. È piuttosto l'ennesimo indicatore di come la politica italiana sia ancora profondamente attraversata da logiche sessiste e patriarcali e di come questa destra, di cui La Russa è uno dei massimi esponenti, non sia neanche lontanamente vicino al volerle mettere in discussione. Quanto detto immediatamente dopo infatti, in un tentativo a dir poco imbarazzante di rimediare, lo tradisce: "Sei carina ma soprattutto brava, perché oggi le donne valgono soprattutto se brave". Alle donne riconosciamo un valore solo se sono "brave". Ma soprattutto, se a dirlo sono gli uomini. Chiaro no?