La Camera dei deputati ha respinto la mozione dell’opposizione sulle iniziative volte a garantire la pubblicazione dei verbali delle riunioni del Comitato tecnico-scientifico. I voti contrari sono stati 241, quelli favorevoli 199 e gli astenuti sono stati 5. La mozione, a firma Meloni, Molinari, Gelmini e altri, ha visto il parere contrario del governo: l’obiettivo era quello di impegnare l'esecutivo “a pubblicare in maniera automatica, integrale e senza omissioni di sorta, tutti i verbali delle riunioni del Comitato tecnico scientifico, oltre quelli già a disposizione, posto che tale pubblicità è necessaria all’esercizio dell’ordinario controllo politico-democratico da parte dei cittadini e dei loro rappresentanti”.

Il parere contrario del governo alla mozione

Il governo ha dato parere contrario alla mozione attraverso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Simona Malpezzi: “Il governo ha già scelto, lo scorso 4 settembre, di procedere alla pubblicazione dei verbali del Cts, decorsi 45 giorni di tempo dalla data della relativa riunione. Oggi sono pertanto disponibili sul sito web della Protezione Civile i verbali del Comitato dal 7 febbraio fino all’ultimo verbale n.100”. Malpezzi prosegue spiegando che il governo “si è sempre assunto la piena responsabilità politica e giuridica di ogni decisione” presa durante la fase emergenziale. Il governo, comunque, ribadisce “la massima considerazione all’esigenza di trasparenza”, afferma ancora in Aula Malpezzi.

I verbali del Cts già pubblicati

Il governo aveva già reso disponibili a partire dal 4 settembre i verbali del Cts, dopo che la Camera dei deputati aveva approvato un ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia. Con quell’odg si impegnava il governo a “pubblicare tutti gli atti del Comitato”, come ricordavano proprio gli esponenti di Fdi. La desecretazione dei verbali, peraltro, era stata già annunciata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, durante le comunicazioni al Parlamento del 2 settembre. Difatti il governo aveva dato parere favorevole all’ordine del giorno che impegnava l’esecutivo a pubblicare gli atti.