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Covid 19
10 Settembre 2021
18:31

La bufala di Salvini sulle varianti che “nascono come reazione al vaccino”

Matteo Salvini sostiene che “le varianti nascono come reazione al vaccino”. La sua affermazione è però completamente sbagliata: non solo le mutazioni (e di conseguenza le varianti) non vengono causate dal vaccino, ma è vero l’esatto contrario. Il vaccino, come spiegano le autorità sanitarie, riduce la circolazione del virus, il che – a sua volta – comporta un rischio minore di nascita di nuove varianti.
A cura di Stefano Rizzuti
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Secondo il leader della Lega, Matteo Salvini, le varianti del Covid “nascono come reazione al vaccino”. Un’affermazione che contraddice tutti gli studi scientifici in materia e che anche l’Istituto superiore di sanità, il ministero della Salute e l’Oms smentiscono spiegando cosa siano le varianti e come nascono. Salvini ha parlato delle varianti in riferimento al green pass e all’eventuale obbligo vaccinale, sostenendo che la migliore garanzia per ridurre la circolazione del virus sia sottoporre le persone a quanti più tamponi possibile, uno strumento che lui ritiene più efficace del vaccino. E proprio per questo tira in ballo le varianti, con l’obiettivo di spiegare che il vaccino non è uno strumento insostituibile avendo – nel suo ragionamento – anche controindicazioni di questo tipo, riguardanti la diffusione del virus.

Le parole di Salvini sul vaccino che aumenta le varianti

Salvini viene intervistato durante la trasmissione L’Aria che tira, su La7, e critica il green pass per tutti i lavoratori, misura secondo lui non realizzabile. La soluzione, comunque, è garantire i tamponi, a suo avviso, in quanto sono “il metodo più sicuro per individuare il positivo e il negativo”. “Io sono vaccinato con la seconda dose ma posso prenderlo e posso trasmetterlo – è il ragionamento che porta avanti Salvini – se faccio un tampone in questo momento sicuramente sono negativo, quindi lo strumento imbattibile e indiscutibile è il tampone”. Anche se va precisato che non tutti i tamponi, soprattutto quelli rapidi, hanno la stessa affidabilità, che possono dare falsi negativi. E comunque la loro validità è sostanzialmente legata al momento effettivo in cui viene eseguito il prelievo. Secondo Salvini non è vero che il virus continua a circolare a causa dei non vaccinati e aggiunge: “Facciamo informazione corretta: le varianti nascono come reazione al vaccino, è il mestiere del vaccino. Se io provo ad ammazzare il virus, lui cerca di sopravvivere variando, reagendo al vaccino, è per questo che in Israele, che è il Paese più vaccinato al mondo, ci sono” i contagi in aumento. Vediamo perché le affermazioni di Salvini sono sbagliate.

Cosa sono le varianti e come nascono

Per capire cosa sono le varianti e come nascono ci affidiamo a fonti istituzionali e autorità internazionali in materia di sanità. Per esempio sul sito dell’Istituto superiore di sanità viene spiegato che i virus evolvono e non fanno eccezione i coronavirus come il Sars-Cov-2. Si sottolinea come le mutazioni del Covid-19 siano state scoperte in più parti del mondo “già fin dall’inizio della pandemia”. Il ministero della Salute spiega che quando il virus si replica “a volte cambia leggermente”, dando vita alle mutazioni: “Un virus con una o più nuove mutazioni viene indicato come una variante”. La maggior parte delle mutazioni non cambia completamente il virus, mentre altre sono più incisive. E possono portare a diverse conseguenze: una maggiore trasmissibilità, forme più severe di malattia o anche aggirare o ridurre gli effetti della vaccinazione.

Tuttavia è l’Oms a spiegare con parole più chiare perché ciò che dice Salvini è completamente falso, anzi è vero il suo esatto contrario: “Più il virus circola, più può cambiare”. Cambiamenti che in alcuni casi possono dare vita alle varianti. Vale a dire che il vaccino, pur avendo come effetto principale la riduzione dei casi gravi, riducendo il numero di contagi offrendo una seppur non totale immunità è uno strumento efficace per contrastare la diffusione di nuove varianti. L’Oms spiega ancora come nascono le varianti: “Quanto più un virus circola ampiamente tra la popolazione e causa molte infezioni, più aumenta la probabilità che il virus subisca mutazioni. Più opportunità il virus ha di circolare, più si replica e più può venire modificato”.

Ma l’Oms fa di più, smentendo in pieno Salvini: “Aumentare la produzione dei vaccini e distribuirli il più velocemente possibile sarà anche un sistema per proteggere le persone prima che possano essere esposte al virus e al rischio di nuove varanti. La priorità dovrebbe essere quella di immunizzare i gruppi più a rischio ovunque a livello globale per massimizzare la protezione contro le nuove varianti e ridurre al minimo il rischio di trasmissione”. Quindi più ci si vaccina, meno nascono nuove varianti, dice l’Oms. Inoltre, l'organizzazione sottolinea l’importanza di garantire un equo accesso al vaccino in tutto il mondo: “Più persone vengono vaccinate, più ci aspettiamo che la circolazione diminuisca, il che porterà ad avere meno mutazioni”, conclude con chiarezza.

Le varianti del Covid: scoperte tutte prima del vaccino

C’è un altro elemento che smentisce Salvini, al di là delle conoscenze scientifiche in materia che lo contraddicono. La realtà dice che le quattro varianti ritenute maggiormente preoccupanti durante la pandemia – alcune ancora circolanti e predominanti in molte zone del mondo – sono tutte state scoperte prima dell’avvio della campagna di vaccinazione globale. Il primo vaccino è stato somministrato in Gran Bretagna a dicembre 2020, mentre la maggior parte degli altri Paesi ha iniziato molto dopo: in Europa a fine dicembre, in gran parte del resto del mondo non prima del 2021. La variante Alfa, per esempio, è stata identificata per la prima volta nel Regno Unito: era il settembre del 2020. Ben prima del vaccino. Anche la variante Beta, scoperta in Sud Africa, è stata individuata nel settembre del 2020. Le altre due varianti di cui tutt’oggi si parla sono invece state scoperte nel dicembre del 2020. Una è la variante Gamma (Brasile) e l’altra è quella oggi predominante anche in Italia e in Europa: la variante Delta (India). Tutte queste varianti sono state quindi individuate prima dell’inizio della campagna vaccinale di massa in tutto il mondo e non sono di certo nate a causa dei vaccini.

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