Lo ius culturae riparte. Anche se al rallentatore. E con i tanti dubbi e le proteste in Parlamento. Il primo nodo da sciogliere riguarda la volontà del Movimento 5 Stelle, che verrà testata anche da un voto tra gli iscritti sulla piattaforma Rousseau. Intanto l’esame del ddl è ripreso oggi in commissione Affari costituzionali alla Camera. Il relatore della proposta di legge presentata a prima firma Laura Boldrini sarà il presidente della commissione, Giuseppe Brescia. Sostituirà Roberto Speranza, ora diventato ministro. Brescia sottolinea di aver ricevuto in questi giorni alcune lettere, “scritte da giovani che vivono in Italia e che chiedono di diventare italiani: emergono un forte senso di appartenenza alla nostra comunità e una domanda di concretezza e di giustizia che chiama in causa la commissione e questo Parlamento. Mi auguro che a queste legittime istanze sapremo dare con convinzione risposte di buonsenso”.

M5s voterà su Rousseau per ius culturae

La commissione esaminerà il testo senza fretta, avendo prima calendarizzato altri provvedimenti. Intanto sulla stessa materia è stata assegnata alla stessa commissione una proposta di legge a firma Renata Polverini (Fi), mentre ne è stata annunciata un’altra a firma di Matteo Orfini (Pd). Ma il Movimento 5 Stelle continua ad avere qualche perplessità: per questo motivo chiederà ai suoi militanti di esprimersi sul tema della cittadinanza con una consultazione online sulla piattaforma Rousseau. La notizia della votazione online è stata conferma anche dalla deputata Vittoria Baldino: “Essendo un tema che non era nel nostro programma di Governo, né tanto meno nell'accordo di programma di Governo con il Pd, è necessario che come è stato nella scorsa legislatura su un tema così delicato gli iscritti si pronuncino su questo. Però siamo in un'istituzione ed è giusto che una proposta di legge inizi il suo iter legislativo”. Perché, come precisa Baldino, nei documenti già votati su Rousseau (il programma del M5s e quello di governo) non è presente lo ius culturae. Motivi per cui questa proposta per il M5s “non è da considerarsi una priorità”.

Per il Pd lo ius culturae è invece una priorità. La deputata Barbara Pollastrini spiega: “Ci sono altri provvedimenti in calendario, ma credo si possa serenamente lavorare mezz’ora in più e lavorare anche su questo”. E la fiducia nel M5s c’è ancora? “Io ho fiducia nel presidente Brescia come presidente e nella sua funzione di relatore, su quel che farà per il calendario e nella sintesi dei testi”, risponde la deputata. Protesta, invece, Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni: “Io penso che non si possa fare democraticamente una legge che impatta sul futuro della nazione senza chiedere al popolo. Se si vuole modificare la legge sulla cittadinanza si deve avere il coraggio di presentarsi al cospetto dei cittadini”. Fdi, annuncia Meloni “chiederà al capo dello Stato di non promulgare” la legge sulla cittadinanza in caso di approvazione. E poi “farà una raccolta firme per un referendum abrogativo”.

Caos dentro Fi, Polverini si autosospende

Il conflitto sullo ius culturae colpisce anche Forza Italia al suo interno. La deputata Renata Polverini ha deciso di autosospendersi dal gruppo azzurro a Montecitorio, spiegando il perché: “Questa mattina, in commissione Affari Costituzionali, ho subito un grave atto di ostruzionismo da parte del capogruppo di Forza Italia Sisto che non ha consentito, con una banale scusa che nasconde una evidente ostilità verso l’iniziativa, l’abbinamento d’ufficio, come sempre accaduto, della mia proposta di legge sullo ius culturae a quella dell’onorevole Boldrini sullo ius soli. È la prima volta che accade una cosa simile ed è del tutto evidente che siamo di fronte al tentativo di affossare una legge che, invece, in questi giorni ha raccolto il consenso di altri autorevoli parlamentari del partito e non solo”. “A questo punto – conclude Polverini – ritengo di dovermi autosospendere dal gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati anche per avviare una serena riflessione sulla possibilità di continuare le battaglie che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica e professionale in un partito che sembra aver smarrito lo spirito liberale e riformista delle origini”.