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Incognita Opzione Donna: nell’ultima bozza della manovra c’è l’uscita legata al numero di figli

Giallo su Opzione Donna: nell’ultima versione della manovra l’anticipo pensionistico, contrariamente a quanto era emerso nelle ultime ore, è ancora legato al numero di figli. Il criterio non è stato ancora eliminato, ma la misura potrebbe cambiare ancora.
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A cura di Annalisa Cangemi
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Su Opzione Donna, l'anticipo pensionistico previsto per le lavoratrici, non è ancora chiaro che direzione prenderà il governo. La misura potrebbe infatti subire delle variazioni, rispetto a quanto l'esecutivo Meloni ha stabilito nel Consiglio dei ministri che ha varato il testo della manovra, attesa per domani in Parlamento. E non si tratta di semplici limature.

Tutto ruota attorno al nuovo criterio stabilito, che lega l'accesso alla pensione al numero di figli. Nel testo si legge infatti che per poter usufruire della misura la lavoratrice dovrà avere un'anzianità contributiva "pari o superiore a trentacinque
anni, un’età anagrafica di sessanta anni, ridotta di un anno per ogni figlio nel limite massimo di due anni". Tradotto: si va in pensione a 58 anni con due figli o più, a 59 con un figlio, a 60 altri casi.

Nell'ultima bozza si specificano anche altri paletti e requisiti necessari per richiedere Opzione Donna: bisogna essere infatti caregiver da almeno sei mesi oppure invalide al 74%. Nella platea vengono incluse infatti donne che "assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti".

Ma anche donne che "hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento".

Secondo le indiscrezioni emerse nella giornata di venerdì il ministero del Lavoro starebbe valutando un ritorno alla versione attuale di Opzione Donna. Al momento infatti è possibile andare in pensione a 58 anni per le dipendenti e a 59 per le autonome, indipendentemente dai figli e sempre con 35 anni di versamenti e il ricalcolo contributivo dell'intero assegno. Non è chiaro ancora se ci sarà questa inversione a U da parte dell'esecutivo, per il momento il Mef frena. Del resto nell'ultima bozza che circola in queste ore c'è sì la proroga della misura, ma anche come si è visto l'anticipo è comunque legato al numero di figli. In una nota il ministero dell'Economia ha lasciato intendere che il perimetro della misura non è stato ancora deciso.

"In merito ad alcune notizie pubblicate oggi sulla manovra su vari capitoli (opzione donna, pensioni ecc) il Mef chiarisce di non aver diffuso alcun testo agli organi di stampa e che le cosiddette bozze che circolano a vario titolo rischiano di non corrispondere alla realtà dei fatti", si legge in una nota del ministero dell'Economia diffusa ieri sera. Il Mef, viene sottolineato, "conferma, al momento, i contenuti già approvati nel cdm di lunedì scorso e rinvia ogni valutazione al testo definitivo che sarà presentato entro lunedì in Parlamento".

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