Opinioni
30 Novembre 2016
10:34

Ilva, Renzi: “Un miliardo per Taranto dai Riva”. Mancano ancora i 50 milioni per le cure

Non si placa la polemica sorta attorno alla scomparsa dell’emendamento alla legge di bilancio che stanziava 50 milioni di euro per finanziare le cure dei bambini residenti nei quartieri tarantini a ridosso dell’acciaieria. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi smentisce Boccia, sostenendo sia stata proprio colpa sua se quell’emendamento è sparito e che comunque il governo ha raggiunto un grosso accordo con la famiglia Riva per il risanamento delle zone, ma Boccia respinge le accuse e spiega che la versione di Renzi non corrisponde alla verità dei fatti.
A cura di Charlotte Matteini
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Nella notte tra il 23 e 24 novembre, durante la commissione bilancio, l'emendamento che stanziava in via prioritaria 50 milioni di euro per affrontare l'emergenza sanitaria causata dalle emissioni dell'acciaieria Ilva di Taranto e finanziare le cure ai bambini residenti nei quartieri di Tamburi e Paolo VI, proprio a ridosso della fabbrica, dove i dati epidemiologici segnalano un aumento del tasso di mortalità e delle patologie respiratorie infantili, è improvvisamente sparito nel nulla. L'emendamento, che come detto era ritenuto prioritario dall'Esecutivo Renzi, è dunque scomparso senza spiegazione alcuna, accendendo lo scontro tra il presidente della commissione Bilancio, il parlamentare del Partito Democratico Francesco Boccia, e il governo. "Senza alcuna spiegazione, per quella spesa che avevamo concordato di mettere tra le priorità non c’era più il via libera di Palazzo Chigi. Ne chiederò conto è non farò sconti a nessuno. Non mi è stato detto perché non era stato inserito. L’unica risposta che ho avuto è che non era stato autorizzato da Palazzo Chigi", aveva dichiarato Boccia lo scorso venerdì, una volta scoperta l'improvvisa sparizione.

La polemica sembrava essersi leggermente placata, fino a ieri sera. Durante la diretta live su Facebook del "Matteo risponde", il presidente del Consiglio, annunciando il raggiungimento di un accordo da un miliardo di euro con la famiglia Riva per il risanamento dell'Ilva e dei territori tarantini circostanti, è tornato sulla polemica relativa all'emendamento fantasma e dato la colpa della scomparsa proprio al presidente della commissione Francesco Boccia, che per primo aveva denunciato il mancato inserimento in legge di bilancio. "A fronte di 1,6 miliardi investiti su Taranto e l'Ilva,  di cui 1,3 messi dal governo, si dice che noi avremmo tolto un emendamento per 50 milioni ulteriori per la sanità nel tarantino. Il presidente della commissione bilancio, che è un deputato pugliese, ha ritenuto non ammissibile questo emendamento. Avrà avuto i suoi buoni motivi, non tocca a noi dirlo. Ma non accetteremo mai che si faccia polemica su questo. Ma sono felice di annunciare che proprio in queste ore si è conclusa la negoziazione tra la famiglia Riva e l'Ilva, che ora è nelle mani dello Stato, e più di un miliardo di euro arriveranno dalla famiglia Riva come elemento di compensazione. Questi soldi, alla fine quasi 1,4 mld, andranno a risanare Taranto e l'Ilva", ha spiegato Matteo Renzi.

Dura la reazione di Boccia, che ha subito replicato al presidente del Consiglio con un lungo commento postato sotto la diretta live e nel proprio profilo Facebook, smentendo la ricostruzione di Renzi: "Caro Matteo, ma è così difficile per una volta provare a dire ‘ho sbagliato’? Oppure semplicemente ‘vi assicuro che per la sanità tarantina troverò le risorse in un altro momento’? Sono costretto a scriverti anche qui perché da giorni sostieni una tesi infondata. Il governo ha deciso di recuperare tutte le altre misure dichiarate inammissibili e riscritto gli emendamenti, ma non ha fatto lo stesso con i soldi per la salute dei bimbi di Taranto. Che senso ha continuare a far riferimento alle inammissibilità tecniche del 15 novembre? Erano tali anche gli altri, ma l’esito è stato diverso”, ha scritto il presidente della commissione Bilancio, aggiungendo in seguito ai microfoni di Radio Cusano Campus: "Renzi ha mostrato totale disinformazione sulla vicenda, ho 20 testimoni che confermano mia versione. Partiti come il Pd hanno leadership che sostituiscono le classi dirigenti. Molti la pensano come me non lo dicono perché hanno paura di ripercussioni. Il Congresso dovrà cambiare radicalmente il nostro partito. La politica non può essere solo tweet o slogan, che servono per vendere un giorno un prodotto e un giorno un altro”.

Nel corso della mattinata, durante la trasmissione Unomattina, Renzi è tornato nuovamente sulla questione e ha ribadito la propria posizione: "Non è vero che nella Legge di Stabilità mancano le risorse per Taranto a cui, in totale, in questi anni, abbiamo dato 1,6 mld, anzi poco di più. Di fronte a queste cifre è stato presentato un emendamento, per destinare altri 50 milioni del fondo nazionale della sanità alla città, a quel punto le altre Regioni hanno detto: ‘se dobbiamo spendere questi soldi, lo decidiamo insieme, non è che questi soldi si possono spendere tutti in un’unica città'. Quindi non capisco la polemica, perché i bambini di Taranto non meritano polemiche. Lasciamo perdere. Poi c’è la negoziazione con la famiglia Riva che porterà a restituire più di un miliardo alla città, credo che sarà un accordo molto importante che sigleremo nelle prossime ore. E’ il segno che Taranto può ripartire”. La polemica, però, nonostante il raggiungimento dell'accorso con la famiglia Riva non si placa e del famigerato emendamento fantasma da 50 milioni di euro per Taranto non v'è più traccia.

Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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