Ilaria Salis, annullata la condanna per la causa sugli ex assistenti: il caso torna al Tribunale di Milano
Svolta giudiziaria per la parlamentare europea di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis. La sezione lavoro della Corte d'Appello di Milano ha infatti dichiarato del tutto nullo il provvedimento di primo grado che aveva visto l'esponente politico condannata al pagamento di una cifra superiore ai 300 mila euro nei confronti dei suoi due ex collaboratori, Valentina Dadda e François Gelmetti. I giudici di secondo grado hanno infatti accolto la richiesta presentata dalla difesa dell'eurodeputata, disponendo l'azzeramento della precedente decisione e il rinvio degli atti direttamente al Tribunale di Milano.
La contestazione sulla notifica e il vizio di procedura
Al centro del pronunciamento della Corte d'Appello c'è l'accoglimento della tesi sostenuta dai difensori di Salis, gli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo. La difesa ha dimostrato la presenza di un vizio formale nella notifica delle carte giudiziarie all'inizio del contenzioso, una lacuna che aveva impedito all'europarlamentare di venire a conoscenza della causa intentata a suo carico e di potersi difendere adeguatamente in aula. Questa mancata instaurazione del contraddittorio ha portato la parlamentare a risultare contumace durante il primo grado di giudizio, inficiando la validità legale della condanna emessa in precedenza.
Le richieste dei collaboratori e la riapertura del dibattimento
La vicenda trae origine dalla vertenza avviata dai due ex assistenti, che sostenevano di essere stati licenziati in modo ingiustificato e richiedevano la corresponsione dei compensi mensili arretrati e dei risarcimenti per una somma complessiva di circa 300 mila euro. Con la trasmissione dell'ordinanza d'appello, l'intero procedimento viene azzerato e rispedito dinanzi al giudice del lavoro di primo grado. Il contenzioso dovrà dunque essere riaffrontato dal principio, garantendo a tutte le parti in causa il pieno rispetto dei diritti di difesa e delle garanzie procedurali previste dalla legge.