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Test di Medicina e semestre filtro

“Il semestre filtro di Medicina sarà annullato dal Tar”: l’allarme degli avvocati che hanno fatto ricorso

Il Tar del Lazio potrebbe annullare il semestre filtro di Medicina e i test effettuati dagli studenti a novembre e dicembre. Lo hanno detto i due avvocati che stanno seguendo molti di questi ricorsi, alla presentazione del comitato Medicina senza filtri. Troppi i problemi: mancanza di anonimato, pochi controlli e cambio delle regole in corsa.
A cura di Luca Pons
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"Ci sono prove inequivocabili. Il semestre filtro di Medicina, con tutta probabilità, sarà annullato al Tar del Lazio tra qualche settimana. Lo diciamo con anni di esperienza in questo settore. Il rischio è altissimo, le irregolarità sono state troppe, non era mai accaduto negli ultimi quindici anni". Parole che sono una doccia ghiacciata per il governo Meloni (la ministra dell'Università Bernini, in particolare) e anche per migliaia di studenti che hanno dedicato mesi alle prove. A pronunciare è stato l'avvocato Francesco Leone, dello studio legale Leone-Fell, che è tra i componenti del comitato Medicina senza filtri lanciato oggi.

In conferenza stampa alla Camera, insieme al segretario dei Radicali Filippo Blengino e ai parlamentari di +Europa Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi (tra gli altri), Leone ha definito la riforma del semestre filtro "una grande fake news": aveva promesso di superare il numero chiuso e i quiz a crocette, mentre entrambi sono rimasti. Fatto sta che, dopo le prove, sono partiti moltissimi ricorsi al Tar del Lazio. Nelle prossime settimane arriveranno le decisioni dei giudici amministrativi.

I numeri del flop sono evidenti: sarebbero solo 7mila le persone hanno superato tutte e tre le prove. Un numero del tutto insufficiente a riempire i circa 17mila posti disponibili. Proprio per questo il ministero è intervenuto all'ultimo, cambiando le regole della graduatoria. Ma questo non ha migliorato la situazione sul piano legale, anzi l'ha peggiorata.

Pochi controlli all'ingresso e cellulari durante il test

Un passo alla volta. La prima irregolarità segnalata dagli avvocati sono i controlli nei giorni delle prove. "Avevamo chiesto più volte di far mettere dei metal detector. Era assurdo pensare che, nel 2025, dei ragazzi messi come polli in batteria per fare l’esame della vita non avrebbero portato con sé dei cellulari. Infatti, abbiamo foto, video, testimonianze chiare e inequivocabili: il 20 novembre diverse persone hanno portato con sé il cellulare e copiato".

Nonostante questo, niente è cambiato prima del secondo appello: "In vista del 10 dicembre avevamo fatto anche una diffida al ministero per chiedere di mettere dei metal detector. È tutto caduto nel vuoto". E così, anche qui, si sprecano gli aneddoti e le immagini di studenti che infrangono le regole.

Solo casi isolati? A quanto pare no: "Abbiamo commissionato uno studio statistico che dimostra, in maniera inequivocabile, che ci sono delle sedi universitarie con un’aggregazione di voti alti che statisticamente è inspiegabile". O meglio, inspiegabile se non con il fatto che molti candidati stavano barando con cellulari e altri strumenti. Tra i casi più "eclatanti" ci sarebbero Catanzaro, Catania e la Federico II di Napoli.

I codici che tradiscono gli studenti: "Le prove non sono anonime"

Un’altra cosa definita "incredibile" dagli avvocati e che potrebbe portare all'annullamento della prova: la mancanza di anonimato. "I ragazzi si sono trovati il 20 novembre e il 10 dicembre con un codice numerico scritto sulla propria scheda anagrafica e sulla griglia in cui scrivere le risposte". È un meccanismo che serve perché "le prove devono esser corrette in modo anonimo, e solo dopo ricollegate a chi le ha compilate. L’anonimato è essenziale".

Ma il codice numerico è troppo ‘debole'. Non protegge abbastanza. Chiunque potrebbe memorizzare alcuni numeri per poi trovare la prova di una persona specifica da favorire o sfavorire ("perché non usare un codice a barre, o coprire il codice con una barra argentata fino al momento della correzione?"). E ancora: gli studenti non hanno imbustato personalmente i compiti, li hanno consegnati così come erano alla fine della prova. Quindi i commissari hanno avuto tranquillamente modo di vedere a quali candidati corrispondevano quali codici.

In generale, "il Consiglio di Stato ha già detto in passato che questi due codici costituiscono violazione di anonimato. Gli studenti non hanno l’obbligo di provare che ci sia stato un imbroglio: è un pericolo astratto, quindi la procedura deve essere annullata. Su questo la giurisprudenza è granitica".

Il decreto last minute che viola le regole

C'è poi la ciliegina sulla torta: il decreto ministeriale che, il 22 dicembre, ha provato a correggere in corsa le regole. "Aggrava molto la situazione", secondo l'avvocata Simona Fell. "Per immatricolare più persone possibile, si è inventato la possibilità di inserire in graduatoria anche chi non aveva superato le tre prove. Cosa che viola palesemente la legge delega e tutte le altre norme sul test di medicina".

Per di più il ministero ha anche deciso di "chiudere la graduatoria il 28 gennaio senza consentire gli scorrimenti per l’assegnazione di tutti i posti che non vengono coperti in prima scelta. Resteranno migliaia di posti vuoti che dovevano invece essere assegnati". Insomma, su queste basi "i ricorsi stanno fioccando, e probabilmente arriveranno anche in vari Tar regionali".

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