Il presidente della Lega in Trentino e gli insulti sessisti alle due consigliere passate a FdI

È polemica in Trentino, dove il presidente della Lega ha rivolto pesanti insulti sessisti a due consigliere provinciali che avevano deciso di abbandonare il Carroccio in favore di Fratelli d'Italia. "E niente.. Nella vita, come nella politica, i leoni restano leoni, i cani restano cani e le t***e restano t***e", ha scritto Alessandro Savoi. Destinatarie delle offese Alessia Ambrosi e Katia Rossato, che avevano deciso di passare al partito di Giorgia Meloni non condividendo la scelta di appoggiare il governo. A lasciare il Carroccio anche Daniele Demattè, consigliere comunale a Trento e marito di Rossato: Savoi ha anche pubblicato un fotomontaggio ritraente i coniugi e apostrofandoli "torobetti", cioè burattini o banderuole in dialetto trentino, per poi rincarare la dose tra i commenti all'immagine e definendoli "infami" e "traditori".
Alle due consigliere è subito arrivata la solidarietà da parte di Fratelli d'Italia. A commentare l'accaduto è la senatrice Isabella Rauti, responsabile alle Pari Opportunità nel partito: "Violente e gravissime le parole del presidente della Lega in Trentino verso due nostre consigliere provinciali in Regione, la cui ‘colpa' sarebbe quella di aver aderito a Fratelli d'Italia. A loro va tutta la mia solidarietà e vicinanza non soltanto come esponente politica ma in quanto donna", ha affermato. Ma anche dal Partito democratico, la senatrice Valeria Valente, è intervenuta chiedendo alla Lega di prendere subito provvedimenti.
Anche le dirette interessate hanno commentato quanto accaduto. "Ieri sera è stata una brutta sera, non solo per me ma per la stessa qualità civile del confronto politico. Il presidente della Lega Trentino, Alessandro Savoi, ha pensato di scrivere queste parole rivolte alle sottoscritte. Per essere passate in Fratelli d'Italia saremmo, né più né meno, che delle "t***e". Dalla Lega, tengo a sottolinearlo, siamo uscite ringraziando e salutando tutte e tutti, come si conviene tra persone civili che prendono strade differenti, senza accuse né offese personali rivolte ad alcuno", ha scritto Ambrosi sui suoi canali social.
"Sono parole che fanno male e mi feriscono profondamente come donna e come madre, più che come esponente politico. Dispiace vedere che come in altre occasioni, viene mandato avanti lui come un ariete", ha aggiunto Rossato.
E infine, Dematté ha definito assordante il silenzio del partito di Matteo Salvini dopo quanto accaduto: "Non riporterò certe dichiarazioni oscene che mi hanno lasciato senza parole, apparse ieri sul profilo di un esponente della Lega. Ci tengo solo a sottolineare il silenzio assordante proveniente dalla stessa Lega davanti ad un fatto del genere", ha scritto.