L'assemblea nazionale del Partito democratico ha approvato il nuovo statuto. Sono molte le modifiche ai 47 articoli che compongono lo statuto, cioè l'impianto normativo dei dem, ratificate a Bologna dopo tre giorni di incontri e conferenze. Non si tratta di piccole variazioni: alcune delle novità introdotte cambiano profondamente la struttura del partito. Ad annunciarlo è stato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che ha scritto su Twitter: "Dopo 12 anni approvata la riforma dello statuto del Pd. Ora un partito più aperto alle persone, più forza ai circoli e ai territori, ai sindaci, ai circoli tematici e più opportunità di partecipazione con i punti Pd. Per essere utili all’Italia". Ma vediamo nello specifico come cambia lo statuto.

Il segretario del partito non sarà più automaticamente il candidato alla presidenza del Consiglio. Questa la novità più rilevante. Non solo la segreteria del partito verrà scelta tramite primarie aperte, ma anche il nominativo per il candidato dem alle elezioni nazionali sarà contendibile tramite primarie di coalizione. È stata dunque messa la parola fine al modello di leadership su cui ha puntato tutto Matteo Renzi: proprio nel periodo della sua segreteria, tuttavia, sono emerse le difficoltà di questa struttura. Infatti è stato necessario aspettare che l'ex presidente del Consiglio abbandonasse palazzo Chigi per convocare nuove primarie. C'era il timore che la messa in discussione della segreteria del partito avesse ripercussioni sulla tenuta del governo.

Il Pd diventa inoltre un partito federale. La nuova direzione nazionale sarà eletta per i 2/3 dai territori e per 1/3 formata da rappresentanti locali. Sarà anche formata una nuova assemblea nazionale dei sindaci, il cui coordinatore sarà anche componente della segreteria nazionale. Il congresso non verrà convocato solo per votare, ma anche per discutere. Inoltre, è stata introdotta anche la possibilità di convocare un congresso straordinario in caso di importanti novità. Un'altra modifica introdotta è quella che vuole la perfetta parità di genere in tutti gli organismi esecutivi.

Queste le novità strettamente politiche. Ma ci sono anche molti punti che riguardano più da vicino elettori e affiliati al partito. In primis, la piattaforma deliberativa online del Pd: uno strumento per discutere con i cittadini e "battere il Movimento 5 Stelle sul campo del web", come ha affermato lo stesso Zingaretti nel primo giorno dell'assemblea. Saranno quindi aperti i circoli online, che consentiranno una migliore organizzazione dei tesserati, e i Punti Pd, che invece mirano a strutturare in modo più efficace il partito a livello territoriale. Verrà inoltre creata una rete di volontari che si occuperanno della tutela dei beni pubblici sul territorio, così come sarà creata una Fondazione per la promozione della cultura politica.

Si parla anche di sostenibilità ambientale, per cui il Pd sarà il primo partito a comunicare un bilancio di stabilità redatto sulla base degli obiettivi che le Nazioni Unite hanno fissato per il 2030. È infine previsto anche un piano annuale per gli incentivi ai territori e il finanziamento delle diverse attività.