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Il ministero dell’Interno è stato condannato per aver trasferito un migrante in Albania: dovrà risarcirlo

Il tribunale di Roma ha condannato il ministero dell’Interno per il trasferimento di un migrante in Albania. Ora lo Stato dovrà pagare un risarcimento di 700 euro per il mese in cui l’uomo, un algerino cinquantenne, in Italia da circa vent’anni, è stato detenuto illegalmente a Gjader.
A cura di Giulia Casula
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Il tribunale di Roma ha condannato il ministero dell'Interno per aver trasferito illegittimamente un migrante in Albania. Ora il Viminale sarà tenuto a risarcire l'uomo, un algerino cinquantenne che vive in Italia da 19 anni, per il tempo trascorso nel centro di Gjader con una cifra pari a 700 euro. Una sentenza che potrebbe innalzare nuovamente i toni tra il governo e le toghe,  già ai ferri corti con il referendum alle porte.

Ma capiamo cos'è successo. La vicenda risale al 10 aprile scorso quando il migrante, di origini algerine, viene trasferito dal Cpr di Gradisca d'Isonzo, in provincia Gorizia. L'uomo, 50 anni, vive in Italia da circa vent'anni, ha una compagna (italiana) e due figli minori. Dopo la notizia del trasferimento, il migrante viene informato della nuova destinazione: il Cpr di Brindisi. Poi però, le cose vanno diversamente.

La destinazione cambia: non è più Brindisi, ma si trova fuori dai confini nazionale, a Gjader, una delle due strutture messe in piedi dal governo in Albania dopo il protocollo siglato con Tirana. Lui lo scoprirà solo al suo arrivo, 48 ore dopo. Da lì parte la domanda di asilo e il ricorso, per il tramite del suo legale, Gennaro Santoro. I giudici del Tribunale di Roma accolgono l'istanza e ne dispongono la liberazione immediata, condannando il Viminale per il trasferimento giudicato illegittimo.

Ora il ministero guidato da Matteo Piantedosi dovrà pagare un risarcimento di 700 euro nei confronti del migrante per il mese in cui è stato detenuto illegalmente a Gjader. A quanto risulta è la prima volta che lo Stato italiano viene condannato per un trattenimento in Albania.

"Il disastro del governo Meloni sulle politiche sull'immigrazione fanno altri danni", ha commentato il capogruppo dei senatori Pd, Francesco Boccia. "Un cittadino algerino, da quasi vent'anni in Italia con famiglia e figli, trasferito a sorpresa nel centro in Albania è ora da risarcire. È questo il risultato effettivo delle politiche sull'immigrazione del governo: decisioni forzate, contenziosi, e un danno economico che ricade sulle casse pubbliche. Il caso del risarcimento", ha proseguito, "non è un episodio isolato, ma il simbolo di una linea costruita più sugli annunci che sulla solidità giuridica. Si è scelta la strada della propaganda e delle prove di forza, senza una strategia coerente né sul piano interno né su quello europeo. Mentre si moltiplicano le tensioni e le contraddizioni, l'Italia paga il prezzo di scelte improvvisate che non risolvono i problemi e indeboliscono la credibilità del Paese. Dopo quattro anni, il bilancio è chiaro: il centro in Albania, presentato come svolta epocale, diventa il paradigma di una politica migratoria inefficace e costosa con un lo sperpero economico senza precedenti. I fatti", ha concluso, "parlano più degli slogan".

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