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Il governo vuole introdurre l’Ausiliario di polizia e carabinieri: chi è e cosa può fare

Nell’informativa in Parlamento Meloni ha annunciato l’introduzione degli Ausiliari di polizia e carabinieri, un corpo di volontari che si occuperanno di dare supporto alle forze dell’ordine nelle attività di sicurezza e controllo sul territorio. Ecco cosa sappiamo.
A cura di Giulia Casula
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Nella sua informativa alla Camera la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l'introduzione dell'Ausiliario di polizia e carabinieri, una nuova figura che affiancherà le forze dell'ordine dando supporto nelle attività di sicurezza e controllo. Si tratterà di un corpo di volontari, circa 10mila unità, allo scopo di aumentare in numero di agenti presenti sul territorio.

Durante il suo intervento sull'attività del governo, la premier è tornata sul tema della sicurezza, per cui si è detta "non soddisfatta dei risultati". "Questo è il primo dovere dello Stato, dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia", ha spiegato. Per questo motivo "intendiamo ad esempio incrementare la presenza di forze dell'ordine sul territorio" riorganizzando "l'attività amministrativa per avere più personale in strada e stiamo lavorando per introdurre la figura dell'ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio".

Al momento quindi, sulla base delle informazioni fornite dalla presidente del Consiglio, sappiamo che l'ausiliario di polizia e carabinieri si occuperà di supportare gli agenti in determinate operazioni (nello specifico controllo e sicurezza), presumibilmente su strada. Potranno farne parte volontari per un periodo di tempo determinato, ancora da definire.

La nuova figura verrà introdotta tramite provvedimento ma per ora non conosciamo ulteriori dettagli. A questo proposito, il Segretario Generale del Movimento Poliziotti Democratici e Riformisti, Antonio Alletto ha espresso interesse "verso una norma che, tra l'altro, era già prevista nella polizia di stato quando era in vigore la leva obbligatoria nell'esercito". Oggi, tuttavia, "il contesto è profondamente cambiato e con esso le condizioni lavorative", osserva. "Riteniamo che il sindacato debba avere un ruolo propositivo e che il governo debba attivare tavoli tecnici, non limitandosi al confronto con le sole amministrazioni destinatarie della norma".

Secondo Alletto, "è necessario prevedere limiti anagrafici che non superino i 21 anni, così da contribuire ad abbassare l'età media dei poliziotti italiani, una permanenza in servizio di almeno tre anni e un percorso che conduca alla stabilizzazione al termine del periodo da ausiliari. Fondamentale anche un addestramento formativo specifico nella fase iniziale, con competenze coerenti alla qualifica, e un successivo allineamento formativo a quello del personale effettivo al termine del triennio".  "Questi sono solo alcuni degli accorgimenti – prosegue il segretario – che riteniamo opportuno suggerire al governo: in assenza di tali condizioni, il provvedimento rischierebbe di diventare un ostacolo alla pianificazione stabile degli organici delle forze di polizia, già oggi sottoposte a sacrifici sproporzionati a causa di una carenza strutturale di personale. Siamo quindi favorevoli all'ipotesi degli Agenti ausiliari, ma solo se accompagnata dalle necessarie garanzie e da una visione strutturata", conclude.

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