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Ponte sullo Stretto di Messina

Il governo non userà i fondi per il Ponte sullo Stretto per i danni del maltempo in Sicilia e Calabria

Il governo ha chiuso alla possibilità di utilizzare i fondi per la costruzione del Ponte sullo Stretto per fronteggiare i danni del maltempo in Sicilia e Calabria. Dopo Salvini anche Tajani si dice contrario allo spostamento di quei soldi: “I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il governo ha chiuso alla possibilità di utilizzare le risorse previste per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, 13 miliardi in tutto, per l'emergenza nelle aree colpite dal ciclone Harry.

Ci sarebbero 2 miliardi, che in teoria dovrebbero essere spesi per l'opera nel 2026, utilizzabili subito, che potrebbero essere dirottati per interventi a Niscemi, dove la frana continua a muoversi, e per fronteggiare i danni nei territori investiti dal maltempo.

Ma il governo ha già fatto sapere che quelle risorse non si toccano, sebbene l'iter dell'opera sia stato bloccato dalla Corte dei Conti. Lo ha detto chiaramente ieri il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, che oggi visiterà le zone colpite: "Le grandi opere, la Tav, il Mose, il tunnel del Brennero, la Palermo- Catania-Messina, il Ponte sullo Stretto non tolgono un euro alla manutenzione della rete esistente, anzi, le grandi opere accelerano gli investimenti e la manutenzioni straordinarie sull'intera rete", ha dichiarato intervenendo al question time del Senato. "Stiamo riducendo il divario infrastrutturale, con grandi opere dove servono" e "interventi mirati di manutenzione sul territorio".

Salvini ha chiarito nella giornata di ieri che  i fondi del Ponte non saranno spostati sulla ricostruzione e messa in sicurezza della Sicilia: "Sono fondi per gli investimenti, bisogna conoscerle le cose. Abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, cosa facciamo? Li blocchiamo? Troveremo i fondi che servono a Sicilia, Sardegna e Calabria ma senza bloccare scuole, ospedali, ponti, gallerie, la tav, il tunnel del Brennero. Il Ponte serve ai siciliani, anzi col Ponte probabilmente in caso di eventi disastrosi, anche i soccorsi riescono ad arrivare più velocemente", ha ripetuto. E a fargli eco c'è l'alleato e vicepremier Antonio Tajani: "FI vuole che il Ponte sullo Stretto diventi una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria, Sicilia e di tutta l'Italia. I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo. Ci sono tante proposte in proposito che verranno esaminate dal governo. Quella di utilizzare i fondi del Ponte ci trova contrari".

Pd, M5s e Avs uniti contro il governo: "I soldi del Ponte vadano a Sicilia e Calabria"

Ieri in Aula è stato il senatore siciliano del Pd Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo, nel corso del question time, a incalzare il ministro Salvini: "Siamo contenti che abbia deciso, dopo ben 10 giorni, di andare in Sicilia a verificare di persona i danni del Ciclone Harry. Lo invito a recarsi anche ad Alì terme e ad Itala, dove l’unico binario ferroviario è stato interrotto, con un enorme disagio i cittadini. Ci dica il ministro quando inizieranno i lavori, quando sarà ripristinata la linea? Inoltre il ministro ha ripetuto anche oggi in Senato che non un euro destinato al Ponte sullo stretto è stato sottratto alle infrastrutture di trasporto delle regioni del Sud, ma questo è falso. Ricordiamo che ben 5 miliardi per il Ponte provengono dal fondo di sviluppo e coesione delle regioni, di cui 1,2 miliardi destinati alla Sicilia e alla Calabria, e quindi sottratti alle due regioni. Di queste risorse, inoltre, 800 milioni non spesi nel 2025 sono stati distolti dal Ponte e destinati ad altro, quindi sottratti alle Regioni del Sud con passaggi successivi. Quindi una doppia beffa. Lo stesso avverrà nel 2026 a causa dei pasticci procedurali di Salvini. Per questo chiediamo che i miliardi che non saranno spesi nel Ponte nel 2026 tornino a Sicilia, Calabria, Sardegna".

È la stessa posizione espressa dal leader di Avs Angelo Bonelli: "Le dichiarazioni di Matteo Salvini dimostrano, ancora una volta, che il ministro delle Infrastrutture non ama l'Italia: ama solo se stesso e la sua propaganda. Mentre il Paese affonda tra frane, alluvioni e territori devastati dal ciclone Harry, con danni complessivi che superano i 2 miliardi, Salvini continua ossessivamente a pensare al Ponte sullo Stretto. È chiaro che per il vicepremier vengono prima i suoi interessi politici, la sua propaganda e le sue ossessioni, non la sicurezza degli italiani. Noi chiediamo ancora una volta che i fondi del Ponte siano destinati alla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, per le ferrovie , le scuole e la sanità".

Sulla stessa linea il leader del M5s Giuseppe Conte: "Sul Ponte sono buttati 13 miliardi e mezzo per un progetto fallace, carente che è stato bocciato. E ricordiamoci che ci sono anche i fondi scippati alla Regione Sicilia e alla Calabria. Noi abbiamo dato un segnale: un milione di euro col taglio dei nostri stipendi, un segnale di vicinanza" alle popolazioni colpite dal maltempo. "Al governo invece compete la responsabilità di una scelta chiara, concreta e immediata".

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