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Il governo Meloni vuole rendere definitivi i dehors allargati per i tavolini di bar e ristoranti

La legge che permette dehors e tavolini all’aperto, pensata per contrastare gli effetti della pandemia, è pronta a diventare definitiva. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese Urso. Non ci sta Lepore, sindaco di Bologna: “Non è possibile che il governo, per favorire le lobby, a due mesi dalle elezioni svenda lo spazio pubblico”.
A cura di Luca Capponi
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La norma sui dehors e i tavolini all'aperto in bar e ristoranti potrebbe essere prolungata e diventare definitiva. Era stata pensata ai tempi del Covid: per rispettare il cosiddetto distanziamento sociale e aiutare i ristoratori, costretti a ospitare solo un numero massimo di persone, il governo li aveva autorizzati a installare palchetti e strutture dove mangiare anche sul suolo pubblico. Il decreto è stato prolungato più volte e attualmente è valido fino al prossimo Natale.

Ma l'attuale governo vuole rendere i dehors permanenti, per la gioia degli esercenti e di chi ama mangiare all'aria aperta. All'idea si oppongono però alcuni sindaci e associazioni dei consumatori, secondo cui i dehors aumentano il caos nelle strade e creano più disagi che benefici ai cittadini. Non sono mancati casi in cui l'installazione dei dehors varcasse i limiti della legge e c'è chi lamenta lo scarso controllo su queste strutture.

L'annuncio è stato fatto dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, che ha dichiarato: "Stiamo elaborando un provvedimento per rendere strutturali i tavolini all’aperto: i dehors. Così che siano anche un elemento di decoro urbano". Le nuova legge, che renderebbe permanente la deroga concessa per contrastare gli effetti della pandemia, dovrebbe essere inserita nel ddl Concorrenza.

Il consenso all'interno del governo sembra essere largo: "Pensiamo possa essere un’occasione per rendere la ristorazione più funzionale alla socialità e a quel decoro urbano che nei centri storici va sempre più affermato", ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Dello stesso avviso il collega dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida: "È corretto immaginare una normativa per i dehors e garantire alla ristorazione italiana, che più di altri ha sofferto durante la pandemia, la possibilità di recuperare ciò che ha perso in quella fase". Anche perché secondo lui "i ristoratori veri sono quelli che ci tengono di più all’ambiente che li circonda e alla qualità della vita delle città e quindi sono i più attenti al decoro".

L'ira dei Comuni: "Un favore alle lobby prima delle elezioni"

Altrettanto numeroso sembra però essere il fronte dei contrari. Le prime reazioni sono arrivate da Antonio Lepore, sindaco di Bologna, che ha chiesto che siano i sindaci a decidere. Poi ha aggiunto: "Non è possibile che il governo, per favorire le lobby, a due mesi dalle elezioni svenda lo spazio pubblico". Lepore ne fa una questione di modo di vivere la città. Ritiene che sia anche giusto che "si possa godere delle piazze senza obbligo di consumare". Per poi aggiungere che lo street food senza limiti "incide nella qualità dell’offerta culturale. Si può benissimo far lavorare i centri storici senza dedicarli esclusivamente a cibo e aperitivi".

Anche il sindaco di Bari e presidente dell'Anci Antonio Decaro chiede che i Comuni siano quantomeno ascoltati. "Non c’è dubbio che i dehors, soprattutto dopo il Covid, abbiano sostenuto la ripresa, ma sono necessarie regole chiare contro occupazioni selvagge". Più duro il commento del Campidoglio: "È un evidente segno di arroganza", accusa Monica Lucarelli, titolare delle Autorità Produttive a Roma.

Chi promette battaglia è il Codacons. Secondo il presidente Carlo Rienzi i dehors sono uno "stupro ai danni dei centri storici e delle città e un immenso regalo a bar e ristoranti sulla pelle dei cittadini, costretti a fare lo slalom tra i tavolini". Rienzi parla di "un caos che danneggia anche il decoro urbano e il turismo, rovinando l'immagine delle nostre città agli occhi dei visitatori stranieri. Senza contare l'abusivismo e l'assenza di controlli, che porta spesso all'occupazione di più spazio pubblico rispetto a quello consentito dai regolamenti locali". Ed è per questi motivi che il Codacons è pronto "alle barricate per contrastare qualsiasi misura del Governo che liberalizzi i dehors e crei danni al decoro urbano e ai cittadini", ha concluso Rienzi.

Pochi marciapiedi e parcheggi: cosa pensano gli italiani dei dehors

Sulla questione l'associazione che riunisce piccole e medie imprese legate al turismo, la Fiepet, ha pubblicato un sondaggio indicativo sugli effetti dei dehors. Secondo il 52% degli intervistati, la maggiore preoccupazione sul tema tra gli italiani è data dall'eccessiva occupazione dei marciapiedi. Seguono il caos nelle strade (39%) e la mancanza di parcheggi (25%). Ma nonostante le perplessità, il presidente di Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri, ha fatto notare che "i dehors aumentano l'attrattiva delle nostre strade e piazze, permettono di affrontare in modo sostenibile i picchi di calore e sono anche un argine efficace alle attività di somministrazione abusive nelle strade e quindi alla mala movida". Per Banchieri quella dei tavoli all'aperto è stata "una rivoluzione, in grado di salvare il comparto della ristorazione, addirittura cresciuto del 7,6% tra il 2018 e il 2023".

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