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Il governo italiano ha deciso di ripristinare i controlli al confine con la Slovenia

Per passare dalla Slovenia all’Italia, bisognerà superare nuovamente i controlli, nonostante il Paese faccia parte dell’Unione europea e dell’area Schengen: lo ha deciso il governo italiano per via dei “focolai di crisi” come “l’attacco contro Israele”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il governo Meloni ha deciso di chiudere la frontiera con la Slovenia. L'accordo di Schengen, in sostanza, viene sospeso per dieci giorni a partire da sabato 21 ottobre (ma la misura è prorogabile). Con un comunicato di Palazzo Chigi, l'esecutivo ha fatto sapere di aver stabilito la reintroduzione dei controlli delle frontiere interne terrestri con la Slovenia. Il ministro Piantedosi l'ha già comunicato ai suoi omologhi degli altri Paesi Ue, ai commissari europei interessanti, alla presidente Metsola e al segretario generale del Consiglio. La decisione, insomma, è presa: "L’intensificarsi dei focolai di crisi ai confini dell’Europa, in particolare dopo l’attacco condotto nei confronti di Israele, ha infatti aumentato il livello di minaccia di azioni violente anche all’interno dell’Unione", fa sapere il governo nel comunicato.

Il governo cita la pressione migratoria, già molto importante in Italia, aumentata dell'85% rispetto al 2022 per un numero assoluto di 140mila persone arrivate sulle coste italiane. Poi sottolinea come, in Friuli Venezia Giulia, siano entrati 16mila migranti irregolari dall'inizio dell'anno proprio dalla Slovenia: "Questo scenario, oggetto di approfondimento anche da parte del Comitato di analisi strategica anti-terrorismo istituito presso il ministero dell’Interno, conferma la necessità di un ulteriore rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo", dice ancora Chigi.

Secondo l'esecutivo, le misure di polizia alla frontiera italo-slovena non sono adeguate per garantire la sicurezza necessaria. Perciò, a partire dal 21 ottobre e inizialmente per 10 giorni, l'Italia controllerà nuovamente chiunque entra dalla Slovenia. Il governo promette modalità che tengano conto della circolazione transfrontaliera e del traffico merci, ma adattate alla minaccia in corso. La speranza, conclude Chigi, è tornare presto alla "libera circolazione".

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