I miliardari italiani guadagnano 150 milioni di euro al giorno ma pagano meno tasse di un insegnante

I super ricchi diventano sempre più ricchi, mentre i governi non fanno nulla per invertire la direzione. Anche perché quella ricchezza, man mano, si trasforma in potere politico sempre più evidente. È la fotografia fatta a livello mondiale dal nuovo rapporto di Oxfam Italia, che si rispecchia anche nel nostro Paese. Il rapporto, intitolato ‘Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia', è stato pubblicato oggi in occasione dell'apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos.
Per i miliardari in Italia sempre più guadagni e tasse basse
Nel 2025, la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata di 54,6 miliardi di euro in termini reali, secondo Oxfam. In media, si parla di quasi 150 milioni di euro ogni giorno. O poco più di 1.700 euro al secondo. Nel complesso, i super ricchi sono arrivati ad avere da parte 307,5 miliardi di euro, divisi tra appena 79 persone.
A metà dell'anno scorso, il 10% più ricco delle famiglie italiane aveva una ricchezza pari a otto volte quella della metà più povera della popolazione. Una disuguaglianza che è aumentata negli anni: nel 2010, il decimo più ricco aveva ‘solo' sei volte la ricchezza della metà più povera.
Basta pensare che negli ultimi quindici anni, dal 2010 al 2025, la ricchezza nazionale netta è aumentata di più di 2mila miliardi di euro (si parla in termini nominali, quindi non tenendo conto dell'inflazione). Ma a chi sono andati questi soldi? Il 91% di tutto l'aumento è finito al 5% delle famiglie più ricche. La metà dei cittadini più poveri si è dovuta accontentare del 2,7%. E infatti il 5% più ricco ha oggi circa la metà della ricchezza nazionale, e ha più soldi del 90% degli italiani messi insieme.
Il rapporto Oxfam sottolinea anche alcune dinamiche che sono alla base di questa ricchezza, o meglio, che permettono di mantenerla. Da una parte il fatto che sulle grandi eredità c'è un "prelievo molto blando", e infatti nei grandi patrimoni i lasciti hanno un peso sempre maggiore. Dall'altra, il sistema fiscale continua a favorire i più abbienti. Tanto che secondo l'organizzazione oggi i super ricchi versano al Fisco, in proporzione al proprio reddito, meno di un infermiere o un'insegnante – contando imposte dirette, indirette e contributi. Basta pensare che, nel Pil italiano, gli stipendi valgono il 38% e i profitti ben il 50%; ma i prelievi dello Stato vengono per il 49% dagli stipendi e solo per il 17% dai profitti.
Cresce l'occupazione ma la povertà non cala
In questo quadro, in Italia restano dati critici per quanto riguarda le difficoltà economiche. Ci sono più di 2,2 milioni di famiglie, 5,7 milioni di persone, che vivono in povertà assoluta (dati del 2024). Non possono permettersi di comprare il minimo indispensabile per una vita dignitosa. La percentuale di povertà assoluta è crescita dal 2014, e nell'ultimo biennio non accenna a scendere. Anche il governo Meloni ha previsto che resterà sullo stesso livello nei prossimi anni.
Restano i numeri positivi sull'occupazione, sì, ma l'Oxfam sottolinea che questi sono dovuti soprattutto a over-50. Per giovani e donne il mercato del lavoro resta critico. La disoccupazione è ai minimi, ma il tasso di inattività – quello di chi non ha un lavoro e nemmeno lo cerca – è il più alto in Europa. Per quanto riguarda gli stipendi, dal 2019 al 2024 hanno perso il 7,1% del loro potere d'acquisto. Nel 2025 hanno recuperato lo 0,5%.
Nel mondo le 12 persone più ricche hanno più soldi della metà della popolazione
Come detto, la situazione è simile a livello globale. I miliardari nel mondo sono diventati più di 3mila. Insieme, controllano 18.300 miliardi di euro. Secondo le stime riportate da Oxfam, per sradicare la povertà estrema sul pianeta basterebbe una cifra di 26 volte più bassa.
Le dodici persone più ricche del pianeta, da sole, possiedono circa 2.635 miliardi di dollari. La metà più povera di tutta l'umanità, 4,1 miliardi di persone messe assieme, non arriva alla stessa somma. Nel frattempo una persona su quattro sul pianeta soffre di insicurezza alimentare, cioè non ha abbastanza soldi per essere certa che potrà mangiare. Negli ultimi sei anni la povertà estrema è tornata ad aumentare nel continente africano.
E per i super ricchi il potere economico diventa, in modo sempre più evidente, potere politico. Nell'ultimo anno gli Stati Uniti e molti altri governi hanno ridotto la spesa dedicata agli aiuti internazionali: questo potrebbe causare fino a 14 milioni di morti in più entro il 2030. Oxfam ha calcolato che un miliardario ha una probabilità 4mila volte più alta, rispetto a un cittadino qualunque, di ricoprire cariche politiche. E i media? Tra le dieci più grandi corporation di comunicazione al mondo, sette sono di proprietà di un miliardario.
"Molti governi, invece di contrastare le disuguaglianze, agiscono in difesa di una élite oligarchica, comprimendo i diritti e silenziando il dissenso della maggioranza della popolazione, che si trova ad affrontare condizioni di vita sempre più insostenibili", ha commentato Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia. "L'influenza sproporzionata che i super ricchi esercitano sulla politica, sull’economia e sui media ha acuito le disuguaglianze e ci ha allontanato dalla lotta alla povertà".