29 Dicembre 2021
15:23

I gruppi Telegram del “baratto”: così i novax organizzano cene, lezioni e raduni

Passaggi in auto tra negazionisti, ragazzi a lezione con insegnanti sospesi e feste tra no-vax: così il popolo della dittatura sanitaria organizza una vita parallela in cui il Covid non esiste.
A cura di Redazione

di Martina Gaudino

Le restrizioni imposte dal governo di Mario Draghi con il Decreto Festività sembrano non aver avuto alcun impatto sulla vita di tutti di giorni di no-vax, no green pass e negazionisti del Covid in generale. A fare da concentratore virtuale di questo mucchio di umanità, è ancora una volta Telegram. Con quasi 14 mila iscritti, c'è anche un canale che nasconde dietro la genuina rete del baratto, veri e propri servizi da destinarsi a soggetti non vaccinati in barba a qualunque regola anti contagio. Non solo passaggi in auto per commesse, visite mediche e spese evitando di utilizzare il trasporto pubblico, ma anche riunioni, feste, incontri, una scuola alternativa con tanto di classi organizzate in gruppi, rigorosamente in presenza, senza mascherina, senza distanziamento.

Vivere senza green pass

Dall'inizio della campagna vaccinale, ormai un anno fa, sono stati tanti i modi in cui chi ha scelto di non sottoporsi alla somministrazione del siero, ha provato a riorganizzare la propria vita, ma è stato solo con l'avvento del green pass e conseguenti limitazioni che si è "resa necessaria" una società alternativa in cui il Covid non fosse un problema. I membri, forti anche del servizio offerto dal canale "ESERCENTI NO GREEN PASS", sanno dove andare a fare la spesa, aperitivi, pranzi e cene senza la scocciatura di dover esibire la certificazione verde. La scorsa estate era stato il colosso Google a rimuovere dal web l'elenco (diviso per regioni, province e attività) senza grandi risultati. Lo scorso 21 dicembre infatti, per la gioia di chi non sa come andare al ristorante senza essere scannerizzato, la lista è tornata online. Ma, esercenti a parte, è l'attività dei singoli iscritti a concorrere in maniera reale all'aumento dell'ondata di contagi nel nostro Paese.

Incontri tra no-vax

La cerchia di iscritti di Verona, ad esempio, ha organizzato lo scorso 13 dicembre un raduno vero e proprio. "Eravamo 80 persone – si legge nel post pubblicato nel canale con tanto di foto – 80 persone che con amore non vedevano l'ora di conoscersi, di abbracciarsi e di aiutarsi. È stata una magia, persone meravigliose". Senza distanziamento, al chiuso e senza vaccino, l'occasione potrebbe facilmente essersi trasformata in un focolaio.

Convertire casa propria in un hotel per le vacanze

Il gruppo ha anche risolto a modo proprio il problema vacanze di Natale e Capodanno. In base alle norme vigenti, infatti, per poter accedere a case vacanza, hotel e b&b, è necessario essere in possesso di green pass base, dunque anche un semplice tampone negativo è sufficiente per poter pernottare. Anche il tampone, però, è considerato dittatura sanitaria, per cui albergatori negazionisti o semplici famiglie con ville e casali, si trasformano del tutto abusivamente in strutture ricettive dove poter dare ospitalità a non vaccinati senza doversi presentare con la mascherina, che nel gruppo viene chiamata "museruola".

Una nuova scuola

Il capitolo più delicato riguarda la scuola. Secondo un'ultima stima realizzata da Skuola.net, in Italia il personale docente ammonta a 684.317. Di questi, come più volte evidenziato dal presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, il 5% non sarebbe vaccinato. Parliamo di una platea di quasi 35 mila docenti che, al netto di quelli che per ragioni di salute non possono sottoporsi al vaccino, è attualmente sospesa. Sono proprio i sospesi ad offrire la propria competenza per mettere su una nuova scuola. "Sono disponibile per avviare una scuola alternativa" scrive in un messaggio una maestra di scuola primaria di Calvi dell'Umbria, in provincia di Terni. Ma ci sono anche genitori che cercano qualcuno che possa "in presenza" insegnare un mestiere qualunque al proprio figlio 16enne specificando di non prendere in considerazione corsi online e soprattutto che a dare lezioni sia una persona senza green pass.

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