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Governo lavora al decreto Siccità, Lollobrigida: “Emergenza da vent’anni, ora soluzioni strutturali”

Dalla riunione della cabina di regia sulla siccità è emersa la necessità di un decreto legge, che servirà a individuare un commissario straordinario e a finanziare “lavori essenziali per fronteggiare” l’emergenza.
A cura di Tommaso Coluzzi
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È in arrivo un decreto Siccità, per cercare di arginare la crisi ambientale che l'Italia si trova costretta ad affrontare. Oggi si è riunita a Palazzo Chigi una cabina di regia fra i ministeri interessati, che ha deciso di produrre un dl ad hoc. La cabina resterà attiva e servirà a "individuare le priorità di intervento e la loro adeguata programmazione, anche utilizzando nuove tecnologie" e "avviando una campagna di sensibilizzazione sull'uso responsabile della risorsa idrica". Il governo lavorerà "a un provvedimento normativo urgente che contenga le necessarie semplificazioni e deroghe e accelerando i lavori essenziali per fronteggiare la siccità" e individuerà "un Commissario straordinario con poteri esecutivi rispetto a quanto programmato dalla cabina di regia".

Dopo la riunione, che si è tenuta in mattinata, il ministro dell'Agricoltura Lollobrigida è intervenuto sul tema durante il question time in Parlamento: "Bisogna assumere soluzioni strategiche definitive e pianificate in modo adeguato – ha detto – la siccità è una questione emergenziale nell'epifenomeno di quest'anno, ma strutturale negli ultimi 20 anni, perché siamo al quinto evento siccitoso che poteva essere affrontato in modo diverso nella previsione e utilizzo delle risorse". Sono quasi otto i miliardi a disposizione, frutto di un'impossibilità di spesa dovuta a "ragioni burocratiche e normative su cui bisognerà intervenire rapidamente".

Ora bisogna intervenire urgentemente sulla programmazione, "quella di breve periodo va immediatamente attuata e la cabina di regia che si è riunita oggi si occuperà di una pianificazione in questo senso che coinvolgerà evidentemente anche il Parlamento", ha detto Lollobrigida. Il ministro ha detto che bisogna efficientare gli acquedotti, che arrivano a una dispersione idrica del 40% di media nazionale e del 50% nelle regioni del Mezzogiorno. Serve un piano di invasi e bacini "in maniera rapida, semplificando le norme per realizzarli".

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