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Gli studenti a Pisa e a Firenze sono scivolati sopra i manganelli, e si sono fatti male

Colpa degli studenti, se distraendosi oggi sono scivolati sopra i manganelli delle Forze dell’Ordine. Avrebbero dovuto saperlo: non si manifesta nel giorno del lutto nazionale per la separazione di Chiara Ferragni e Fedez.
A cura di Saverio Tommasi
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Poliziotti manganellano studentesse e studenti a Pisa
Poliziotti manganellano studentesse e studenti a Pisa

L'Italia è il Paese delle casualità, e, se non fosse impossibile da credere, direi che alcuni hanno più sfortuna di altri.

Oggi è toccato agli studenti, a Pisa e a Firenze, che con poco rispetto hanno scelto di manifestare per la pace in Palestina proprio nel giorno del lutto nazionale per la separazione di Chiara Ferragni e Fedez. Poi, sovrappensiero, gli studenti sono pure scivolati sul policarbonato che avvolge i manganelli e qualcuno si è fatto male.

A volte, davvero, il caso.
Del resto siamo il Paese delle fatalità. Un giorno Stefano Cucchi si distrae, scivola dalle scale e muore. E qualche tempo prima Carlo Giuliani veniva ammazzato dal sasso di un manifestante con la mira scarsa.

Oh, la sfiga.

Oggi, a Pisa e a Firenze, centinaia di manifestanti sono scivolati sul manganello delle Forze dell'Ordine. Dev'essere stata colpa del selciato scivoloso, aveva piovuto e hanno perso l'equilibrio. Non piove mai, ha piovuto proprio oggi e loro sono scivolati sui cugini dei tonfa.

I giovani indossano sempre scarpe da ginnastica e con quelle si scivola, è risaputo. I giovani d'oggi dovrebbero imparare dalle Forze dell'Ordine, che invece viaggiano con gli anfibi e non scivolano mai, infatti anche oggi non ce n'è stato uno solo che si sia fatto male, hanno sanguinato solo le teste degli studenti.

A volte, davvero, il caso.

Viviamo in un Paese di distratti, che poi si fanno male. L'anarchico Pinelli si buttò dalla finestra mentre girava un film come stuntman, qualcuno ne avrà sentito parlare, e proprio a Firenze Riccardo Magherini si suicidò provando a capire quanto poteva resistere senza respirare.

A volte, davvero, quando si dice la combinazione degli eventi. Che se invece non fosse una fatalità, parlo per ipotesi naturalmente, dovremmo ammettere di vivere in un Paese che ama i rigurgiti fascisti, e lo fa quasi indipendentemente dal colore dei governi in carica. È sufficiente ricordare la luminosa carriera di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia durante il G8 di Genova, poi passato fra le coccole di tutti i Governi dal 2001 a oggi.

Per fortuna, però, si tratta appunto di fato. Non è una questione di democrazia ferita, ma di sfiga. E si sa, quando la scalogna si accanisce, non possiamo farci niente.

Lo dice anche il proverbio: "Controvento si va, ma contro la sfiga no".

Dunque è bene continuare a pensare che non abbia colpa nessuno, che altrimenti, sai il casino che dovremmo fare!

Voglio dire: se davvero non fosse un caso che oggi sono state picchiate studentesse e studenti nei cortei a Pisa e a Firenze.
Se non fosse un caso che manganellano sempre chi chiede un diritto e non chi prova a comprimerli.
Se non fosse un caso che mazziano gli attivisti ecologisti, o chi balla ai rave. E se non fosse un caso che all'opposto lasciano i trattori bloccare strade e tangenziali, sai il boato che dovremmo fare?
Se non fosse un caso che picchiano gli studenti pro Palestina, mentre l'Italia continua a lucrare vendendo armi a Israele.
Se non fosse un caso che mille manifestanti a braccio teso non vengono toccati, e che il braccio teso venga derubricato a commemorazione, e invece chi chiede la cessazione della guerra riceve le botte.
Se non fosse un caso che se la prendono sempre con gli antifascisti, e mai con i fascisti.

Se non fosse un caso, appunto, sai che rumore dovremmo fare?

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Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
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