Giovanardi shock sul caso Aldrovandi: “Gli agenti sono vittime. Scarcerateli”

"I poliziotti del caso Aldrovandi non devono essere in galera. Gli agenti sono vittime come il ragazzo che è morto e non vanno cacciati dalla Polizia. La manifestazione dei sindacati è legittima". Parole choc, o forse neanche poi tanto se andiamo a considerare chi le ha pronunciate. Il commento di Carlo Giovanardi, intervistato in diretta radio da La Zanzara, arriva all'indomani del sit in del sindacato di polizia del Coisp organizzato proprio sotto gli uffici comunali in cui lavora la madre del ragazzo. Di fronte alla presa di distanza degli altri sindacati di polizia e del ministro degli Interni , il sindacato ha chiesto le dimissioni della stessa Cancellieri rispendendo "ai vari mittenti tutte le accuse ingiuste", puntando il dito contro la "politica ipocrita". Il senatore del PDL, che già nel luglio 2007 definì il ragazzo come "eroinomane", sottolinea inoltre come "la foto che ha fatto vedere la madre è una foto terribile, ma quella macchia rossa dietro è un cuscino. Gli avevano appoggiato la testa su un cuscino. Non è sangue, ma neanche la madre ha detto che è sangue e neanche lo può dire, perché non è così". Giovanardi, di fatto, sembra voler riaprire il caso Aldrovandi quando afferma che "la sentenza dice che dopo una battaglia di perizie in tribunale c'è stata una condanna per omicidio colposo. Nessuna tortura, Aldrovandi non è morto per le botte, non è stato massacrato". L'ex ministro tira in ballo anche il leader del Movimento 5 stelle per dire che "i poliziotti hanno avuto una condanna che non è neppure assimilabile a quella" di Beppe Grillo "che ha accoppato padre, madre e un figlio uscendo di strada con il fuoristrada, ma non è mai andato in carcere. Per omicidio colposo, cioè negligenza e imprudenza, non va in carcere nessuno".
