Un blocco navale nel mare davanti alla Libia, è questa la soluzione alla questione migratoria secondo Giorgia Meloni, che continua a riproporla da giorni sui suoi profili social e nelle sue dichiarazioni. L'allarme lanciato da Lampedusa, dove sono sbarcate migliaia di persone in poche ore, viene raccolto così dalla presidente di Fratelli d'Italia: "Non vogliamo abituarci a questo tipo di notizie – attaccava qualche giorno fa su Facebook – L'immigrazione clandestina va fermata, vanno fermati gli scafisti e le Ong immigrazioniste che speculano sulle tragedie". E poi annunciava: "Come Fratelli d'Italia continuiamo a chiedere al ministro Lamorgese un immediato blocco navale".

La ministra Lamorgese aveva spiegato ad Avvenire che il blocco navale proposto da Meloni è inattuabile, perché sarebbe "una classica misura di guerra" compresa negli "atti di aggressione previsti dall’articolo 3 della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni unite 3314 del 1974". La presidente di Fratelli d'Italia ha risposto oggi, intervistata dallo stesso quotidiano: "Tutti parlano senza aver letto la nostra proposta, per non dovercisi confrontare". E ha specificato: "Proponiamo qualcosa di diverso da un atto di guerra, una missione europea per trattare con Tripoli". Un blocco navale "in collaborazione fra Ue e Libia che fermi le partenze, l’apertura di hot spot in Africa per valutare, col contributo dell’Onu le richieste di protezione umanitaria". E infine "la suddivisione di quanti hanno diritto all’asilo nei 27 Stati".

Giorgia Meloni ha scritto della sua proposta di intervenire con un blocco navale anche su Facebook, sostenendo che "sia un discorso troppo difficile da comprendere per i paladini dell’accoglienza a tutti i costi". E sul sovraffollamento nell'hotspot di Lampedusa ha commentato: "Questo è il risultato dei confini spalancati e della pessima gestione del tema immigrazione", con "persone ammassate su dei materassi in condizioni igienico-sanitarie precarie". Il motto resta lo stesso: "Basta sbarchi, l'Italia non è il campo profughi d'Europa".