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Gimbe dice che il governo Meloni sta mentendo sulla spesa sanitaria: “Previsioni sballate nel DEF, Italia ultima del G7”

Secondo le stime del Def appena approvato in Cdm, nel 2024 il rapporto tra spesa sanitaria e Pil dovrebbe aumentare di oltre 7,6 miliardi di euro rispetto al 2023. Ma per la Fondazione Gimbe si tratta di una previsione illusoria. “Il continuo definanziamento del Servizio sanitario nazionale colloca l’Italia ultima tra i paesi del G7”, avverte Cartabellotta.
A cura di Giulia Casula
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Il rapporto tra spesa sanitaria e Pil del nostro paese certifica "un lento e inesorabile declino, che colloca l'Italia ultima tra i paesi del G7". È l'allarme di Nino Cartabellotta, il presidente della Fondazione Gimbe, davanti alle previsioni sulla spesa pubblica contenute nel Documento di Economia e Finanza appena approvato in Consiglio dei Ministri.

Secondo le stime contenute nel Def, quest'anno il rapporto tra spesa sanitaria e Pil dovrebbe salire al 6,4% rispetto al 6,3% del 2023. Un aumento di oltre 7,6 miliardi di euro che in realtà risulta "illusorio". Come spiega Cartabellotta, questa variazione "in parte è dovuta a un mero spostamento al 2024 della spesa prevista nel 2023 per i rinnovi contrattuali 2019-2021, in parte agli oneri correlati al personale sanitario dipendente per il triennio 2022-2024 e, addirittura, all’anticipo del rinnovo per il triennio 2025-2027. Una previsione poco comprensibile – prosegue – visto che la Legge di Bilancio 2024 non ha affatto stanziato le risorse per questi due capitoli di spesa".

D'altronde per quanto riguarda lo scorso anno, il Def documenta un calo della spesa sanitaria di oltre 3,6 miliardi di euro rispetto alle previsioni contenute nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza approvata a settembre 2023. In particolare, rispetto all'anno precedente la spesa sanitaria nel 2023 si è ridotta di circa 555 milioni di euro. Un dato che fotografa il cattivo stato di salute in cui versa il Servizio sanitario nazionale italiano. "I principi fondamentali di universalità, uguaglianza ed equità sono stati traditi, con conseguenze che condizionano la vita delle persone", spiega Cartabellotta.

I lunghi tempi d'attesa, i pronto soccorso affollati, l'aumento delle diseguaglianze tra il Sud e il Nord Italia e la rinuncia alle cure da parte di molte famiglie italiane non fanno altro che confermare i risultati illustrati da Gimbe. Le stime del Documento di Economia e Finanza , inoltre, mostrano un progressivo calo del rapporto tra spesa sanitaria e Pil (dal 6,4% al 6,2%) per il 2025-2027, ma non sono da escludere ulteriori riduzioni a causa degli stretti margini di manovra di cui potrà beneficiare la prossima Legge di Bilancio.

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"Il Def 2024 conferma che, in linea con quanto accaduto negli ultimi 15 anni, la sanità pubblica non rappresenta affatto una priorità neppure per l’attuale Governo", dice Cartabellotta. "In tal senso, la comunicazione pubblica dell’Esecutivo continua a puntare esclusivamente sulla spesa sanitaria in termini assoluti che dal 2012 è (quasi) sempre aumentata rispetto all’anno precedente, e non sul rapporto spesa sanitaria/Pil che documenta il contrario. Il perseverante definanziamento pubblico aumenterà la distanza con i paesi europei e affonderà definitivamente il Servizio sanitario nazionale, compromettendo il diritto costituzionale alla tutela della salute delle persone, in particolare per le classi meno abbienti e per i residenti nelle Regioni del Sud", conclude.

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