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Per i più è conosciuto come uno dei cantautori più originali ed eclettici del panorama nostrano (dagli esordio sperimentale alle prime incisioni di musica leggera, dall'elettronica all'avanguardia fino alla musica operistica e sacra). Ma Franco Battiato non è solo un musicista. Studioso di esoterismo, regista, pittore, sicuramente poeta, e da oggi assessore alla Cultura della neonata giunta regionale siciliana di Rosario Crocetta. La notizia era nell'aria già dalla scorsa settimana ed oggi è arrivata l'ufficialità in una conferenza stampa a Catania, alla quale ha preso parte anche il Maestro, che abita a Milo, paesino alle pendici dell’Etna.

Franco Battiato, però, nel corso di questa sua nuova esperienza non vorrà essere chiamato assessore, come ribatte ironicamente ad un cronista che lo interpella con l'epiteto che da oggi in poi lo distinguerà a Palazzo dei Normanni. «La parola assessore mi offende, preferisco essere chiamato Franco», ha detto Battiato.

L'unico progetto utile che posso fare è quello di trovare uno spazio, ma ne devo ancora parlare con Crocetta perché non ne abbiamo discusso fino in fondo, una classe speciale. Non faccio politica, non voglio assolutamente avere a che fare con politici.

«Scendo in campo volentieri -ha aggiunto- seppur parzialmente, perché non posso e non voglio cambiare mestiere. Non faccio politica e non voglio avere a che fare con politici». E poi anticipa un punto chiave della sua attività per la Regione: «Quello che io e Rosario vogliamo fare è mettere la Sicilia in correlazione con il resto del mondo attraverso eventi specifici. Con l'America come con la Cina. E non servono molti soldi per farlo». E a tal proposito, Battiato ha sottolineato che rinuncerà allo stipendio di assessore. Questo, oltre alla garanzia di «un impegno limitato, mirato a progetti», era uno dei presupposti avanzati da Battiato per accettare l'incarico offertogli da Crocetta.