Il Pd continua a protestare per la vicenda dei presunti fondi russi alla Lega anche in Aula alla Camera e al Senato. La protesta più scenica è sicuramente quella di Montecitorio, dove il deputato Andrea Romano è intervenuto in russo rivolgendo un appello a Salvini e chiedendo di riferire sulla questione in Parlamento. Ma non c’è solo l’intervento in lingua russa di Romano: i deputati dem hanno anche mostrato, a inizio seduta, alcune foto raffiguranti Salvini accanto a Gianluca Savoini, l’uomo al centro dell’indagine della procura di Milano per corruzione internazionale.

Insieme al Pd anche Leu continua a chiedere al leader della Lega di riferire in Aula sulle notizie emerse dopo la pubblicazione dell’audio da parte di BuzzFeed. Federico Fornero (Leu) chiede di convocare una capigruppo sul caso, mentre Emanuele Fiano (Pd) legge in Aula otto domande rivolta al ministro dell’Interno. Dopo che i deputati del Pd hanno esposto cartelli e foto è scoppiata la polemica con gli esponenti di Fratelli d’Italia: il capogruppo Francesco Lollobrigida parla dei rapporti tra il vecchio Pci e l’Unione sovietica e definisce i deputati dem “servi”. Replica Roberto Giachetti: “Un deputato non può chiamare i suoi colleghi servi senza essere censurato formalmente”.

Interviene anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Sulla vicenda Salvini-Russia non molliamo e porteremo avanti una battaglia per la verità senza permettere nessun insabbiamento su chi ha giocato con la credibilità delle istituzioni e con le alleanze internazionali dell'Italia. Salvini venga in aula per una discussione approfondita senza reticenze dopo le omissioni e reticenze perché gli italiani devono sapere la verità. Si è conclusa la riunione della segreteria nazionale Pd con i capigruppo di Camera e Senato. Siamo stanchi di continuare a parlare dei problemi e degli scandali e i giochi di potere di Lega e M5s e vorremmo invece affrontare i problemi degli italiani: lavoro, scuola, crisi economica, ambiente, salute”.

La protesta del Pd va in scena anche al Senato, dove è Alan Ferrari a prendere la parola e a ribadire la necessità di una informativa urgente a Palazzo Madama, stavolta da parte del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sull’inchiesta che riguarda da vicino la Lega. “Giovedì abbiamo chiesto al presidente di turno Calderoli di inoltrare alla presidenza la richiesta di far venire in Aula il premier. Calderoli ci ha risposto che si sarebbe impegnato”. Ma dalla presidenza sarebbero arrivare solo “parole contraddittorie”, con un comportamento definito “imbarazzante”.