"Le ricadute dell'attuale congiuntura" dovuta all'emergenza sanitaria ed "eventuali tensioni sociali sono un motivo di preoccupazione anche per le interazioni con il panorama criminale". È l'allarme lanciato dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, intervenuta questa sera a "Zapping" su Rai Radio1.

"Con una direttiva – ha spiegato – ho chiesto ai prefetti di dare massimo impulso alle attività di ascolto per intercettare ogni segnale di disgregazione del tessuto sociale ed economico". Quanto alle possibili infiltrazioni della criminalità, organizzata e no, il rischio "è da mettere in conto perché le risorse che il governo ha distribuito possono determinare l'ingerenza delle attività criminali che sanno adattarsi alle nuove realtà: dove ci sono risorse c'è la possibilità che finiscano nelle mani sbagliate", ha detto la titolare del Viminale.

Nella fase due non si sono più verificati "gli assalti ai supermercati", che si erano registrati nei primi tempi del lockdown. "Al momento non c'è alcun rischio ma bisogna sempre tenere alta la guardia", ha detto.

A proposito delle scorte che sono state assegnate al viceministro alla Salute Sileri e alla ministra dell'Istruzione Azzolina, misure definite "precauzionali", ha sottolineato che "certamente c'è da avere molta attenzione alle gravi minacce che tante volte vengono messe in rete, non solo contro ministri, da persone oscure che utilizzano il web per mandare messaggi. Bisogna evitare che il senso di responsabilità dei cittadini si trasformi in rabbia sociale". 

La riapertura delle scuole è stata rinviata a settembre, e la ministra ha detto che questa "è una scelta che è stata fatta dal governo per proteggere i ragazzi che non sempre sono attenti al distanziamento sociale, che è necessario in questo momento. Una tutela ulteriore ritenuta necessaria". 

Da lunedì partiranno invece le domande per la regoralizzazione dei lavoratori in nero: "Non si faceva una regolarizzazione da otto anni, arrivare oggi a un provvedimento normativo con la condivisione delle varie forze politiche è positivo e poi si vedranno eventuali ulteriori proposte". 

Sulla data delle elezioni regionali, che sono state rinviate per via del Covid, da giorni va avanti un braccio di ferro tra Regioni e governo: le Regioni vorrebbero anticipare il voto a luglio: "Spero che arriveremo ad un accordo. Il confronto continua con le opposizioni e con i presidenti di Regione che hanno chiesto di votare il prima possibile, ma la prima finestra utile a legislazione vigente, il decreto del 20 aprile scorso", si apre a settembre. La titolare del Viminale ha ricordato che "quando fu presa la decisione c'erano 450 morti al giorno. Abbiamo dovuto tenere conto della situazione sanitaria ed evitare che si tenessero assembramenti". 

"I governatori sono stati in prima linea in questa fase di crisi sanitaria, il Governo è stato sempre vicino a loro e anche nei momenti di incontro non facile le varie situazioni si sono sempre ricomposte. Lavoriamo tutti per il nostro Paese".