Arriva il "no" della commissione Bilancio del Sentato alla proposta di ripristino dello scudo penale presentata dalla Lega. L'emendamento, il cui primo firmatario è Matteo Salvini, punta a reintrodurre lo scudo penale per facilitare ArcelorMittal nella realizzazione del piano ambientale previsto a Taranto. La commissione Bilancio ha stoppato la proposta per "estraneità di materia", non ammettendola quindi alla discussione.

Dopo la notizia, è intervenuto il leader del Carroccio Matteo Salvini, che ha attaccato pesantemente il governo con un post su Facebook. "È una vergogna, il governo è in fuga. Da Conte e Renzi solo chiacchiere e bugie", ha esordito l'ex ministro dell'Interno, che ha poi aggiunto: "Lasciano senza lavoro migliaia di lavoratori e condannano l'Italia a rinunciare a una produzione fondamentale per ogni paese industrializzato".

Le parole di Conte dopo l'incontro con Mittal

Pochi giorni fa un vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, la famiglia Mittal e i principali ministri interessati alla vicenda dell'Ilva, aveva prodotto segnali incoraggianti. "I Mittal durante questo ampio confronto si sono resi disponibili ad avviare immediatamente una interlocuzione volta a definire un percorso condiviso a Taranto", aveva detto Conte, che però non si era sbilanciato sulla questione dello scudo penale sottolineando: "Non abbiamo discusso di scudo penale ma di come risolvere il problema di un polo industriale che ha rilievo per l'intera manifattura nazionale. A me come decisore politico preoccupa molto di più l'obiettivo di ottenere un piano industriale sostenibile, e su questo sono concentrato. Vorremo fare di Taranto un polo siderurgico all'avanguardia nel mondo. Prendiamo atto della grande apertura, della mutata disponibilità. In tutto questo – aveva concluso Conte ai giornalisti – se volete parlare di scudo lo fate da soli".

Il parere dei pm di Milano sullo scudo penale

Qualche giorno fa sulla questione dello scudo penale si erano espressi anche i pm di Milano. Nell'atto di intervento nella causa civile che vede contrapposti il gruppo franco indiano e i commissari del polo siderurgico, i pm sostenevano che l'assenza dello scudo penale come motivazione di ArcelorMittal per lasciare l'acciaieria di Taranto poteva essere un pretesto. "Il recesso dell'azienda – come si legge nelle carte dei pm – potrebbe essere dovuto a una crisi aziendale".