Il 26 maggio 2019, per i cittadini del Piemonte, sarà un vero e proprio election day. In quella data, infatti, si terranno non solo le elezioni europee e quelle comunali in molte città, ma anche le elezioni regionali in Piemonte. I cittadini saranno quindi chiamati a scegliere il loro nuovo presidente di Regione, in una sfida che, stando ai sondaggi, dovrebbe essere tra il candidato del centrodestra, Alberto Cirio, e quello del centrosinistra, nonché presidente uscente, Sergio Chiamparino. Pur non sottovalutando il ruolo del Movimento 5 Stelle che schiera Giorgio Bertola. Per le elezioni regionali si voterà, come per le europee e le comunali, dalle ore 7 alle 23, quando i seggi chiuderanno e si procederà con lo spoglio delle schede, partendo però da quelle delle europee.

Come e quando si vota alle elezioni regionali in Piemonte

Si voterà in un’unica giornata e non è previsto il ballottaggio. Chi prende più voti viene eletto presidente. Si eleggono, inoltre, anche 50 consiglieri regionali (51 comprendendo anche lo stesso presidente). Il sistema elettorale è misto, in parte proporzionale e in parte maggioritario: saranno 40 consiglieri per la parte proporzionale e 10 per quella maggioritaria. Per quanto riguarda il proporzionale, i seggi saranno suddivisi su base provinciale: 21 a Torino, 5 a Cuneo, 4 ad Alessandria, 3 a Novara, 2 ad Asti, Biella e Vercelli e infine 1 a Verbano-Cusio-Ossola. I dieci seggi assegnati con sistema maggioritario andranno al listino del presidente eletto, con una sorta di premio di maggioranza.

La soglia di sbarramento è prevista al 3% ed è inoltre possibile ricorrere al voto disgiunto, ovvero è possibile votare un candidato presidente e anche una lista non collegata a lui. Lo spoglio delle schede delle elezioni regionali in Piemonte inizierà solamente il 27 maggio, a partire dalle ore 14, quando saranno concluse le operazioni per le europee. Nei comuni in cui si terranno anche le elezioni amministrative, lo spoglio di quest’ultime schede slitterà ulteriormente, probabilmente al 28 maggio.

Chi sono i candidati alle elezioni regionali in Piemonte

Sono quattro i candidati che si contenderanno la poltrona di presidente della Regione Piemonte. Tra di loro c’è anche il presidente uscente, Sergio Chiamparino, esponente del Pd e sostenuto da una coalizione di centrosinistra unita. Chiamparino è stato anche sindaco di Torino per due mandati. Il suo principale sfidante, secondo i sondaggi, sembra essere Alberto Cirio, candidato del centrodestra indicato da Forza Italia e sostenuto dalla coalizione composta anche da Lega, Fdi e Udc. Cirio è europarlamentare uscente ed è stato anche vicesindaco di Alba e assessore all’Istruzione e al Turismo in Regione. Il Movimento 5 Stelle ha scelto il suo candidato con il voto online: il vincitore è stato Giorgio Bertola, consigliere uscente. Infine, l’ultimo candidato è Valter Boero, docente universitario, e indicato dal Popolo della Famiglia: è stato anche, in passato, consigliere comunale a Torino.

Come è andata alle regionali del 2014

Nel 2014, alle scorse elezioni regionali, Sergio Chiamparino si affermò con nettezza, ottenendo il 47,1% dei voti. Anche in quel caso era sostenuto da una coalizione di centrosinistra molto ampia. Il centrodestra, con il suo candidato Gilberto Fratin Pichetto, si fermò al 22,1%, sostenuto da Fi e Lega. Terzo posto per Davide Bono, del Movimento 5 Stelle, con il 21,4%. In quell’occasione andò da solo Fratelli d’Italia, che con Guido Crosetto raccolse il 5,2%. Tra i candidati c’era anche Enrico Costa, per Ncd, che si fermò al 3%.

Come è andata alle politiche del 2018

In occasione delle elezioni politiche del 2018, il Piemonte è stato suddiviso in due circoscrizioni per il voto alla Camera. Nella circoscrizione Piemonte 1 il centrodestra ha ottenuto il 35,5%, il M5s il 28,5%, il centrosinistra il 28,1%. Più indietro Leu al 4,5% e il Popolo della Famiglia allo 0,7%. Nella circoscrizione Piemonte 2 il centrodestra ha raggiunto il 46,6% dei voti, staccando nettamente il M5s (24,3%) e il centrosinistra guidato dal Pd (22,6%). Leu si è fermato al 3% e il Popolo della Famiglia allo 0,7%.