Nel primo voto dopo l'esplosione dell'epidemia di coronavirus nel nostro Paese, la paura dei contagi si fa sentire. E così si assiste a un fuggi fuggi tra presidenti e scrutatori dei seggi elettorali. Da Nord a Sud ora scatta il rischio dei seggi vuoti, mentre fioccano le varie "giustificazioni" tra certificati medici e indisponibilità. Si contano moltissime rinunce, tante che i Comuni si sono visti costretti a reclutare gli scrutatori in modo diverso dal solito e duecento volontari della Protezione civile sono pronti a prendere il posto dei componenti dei seggi elettorali nominati dalla Corte di Appello per domenica 20 e lunedì 21 settembre.

In Puglia le percentuali di rinuncia sono altissime. A Bari toccano il 67% solo considerando i presidenti di seggio: hanno rinunciato tutti coloro che erano stati nominati per i seggi Covid, cioè quelli specialmente allestiti negli ospedali o per i malati in isolamento in modo da consentire anche ai cittadini che hanno contratto l'infezione di poter votare. La motivazione ufficiale è per "indisponibilità" ma è chiaro che la paura del contagio gioca un ruolo di primo piano.

A Genova hanno rinunciato circa un terzo degli scrutatori, 855 su 2.644 nomine. Il Comune ha quindi deciso di pubblicare direttamente un annuncio su Facebook per reclutare nuovi componenti di seggio. In caso nessuno rispondesse all'appello, scenderanno in campo gli impiegati comunali. A Imperia la situazione è ancora più critica e il Comune si trova a dover sostituire 114 scrutatori sugli 120 nominati. A Savona oltre la metà degli scrutatori ha rinunciato. Da parte sua il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha ricordato che il voto di domenica e lunedì avverrà nella totale sicurezza perché già di per sé i seggi sono luoghi di distanza sociale, vista la necessità di segretezza e di ingressi uno ad uno nelle cabine elettorali.

A Firenze un presidente di seggio su tre ha rinunciato. Sono stati sostituiti. A Napoli sono invece 80 su 885 ad aver rinunciato. Solo il 10% quindi. In tutta la Campania, dove oltre che per il referendum si vota anche per le elezioni regionali, si teme però che siano gli elettori a disertare le urne per paura dei contagi.