Speciale Elezioni europee 2019
28 Maggio 2019
18:29

Elezioni europee, chi sono gli esclusi eccellenti dal Parlamento di Strasburgo

Non tutti i candidati alle elezioni europee andranno ad occupare un seggio a Strasburgo. Fra i bocciati il 26 maggio ci sono anche profili di spicco nello scenario politico italiano che, o per mancanza di preferenze esplicite da parte degli elettori o per i risultati del proprio partito, non andranno all’Europarlamento. Vediamo chi sono.
A cura di Annalisa Girardi
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Speciale Elezioni europee 2019

Non è semplice entrare nel Parlamento europeo. Per ottenere un seggio a Strasburgo un candidato ha bisogno innanzitutto che il proprio partito superi la soglia di sbarramento, ma non solo: il suo nome deve anche essere esplicitato direttamente dagli elettori nella scheda. Anche in questo caso, però, le porte dell'Europarlamento potrebbero essere sbarrate. Ci si potrebbe infatti trovare nella circoscrizione sbagliata per cui un aspirante deputato europeo può anche ricevere moltissime preferenze, ma viene comunque sorpassato da un compagno di partito con meno consensi, iscritto però in una circoscrizione in cui la formazione politica ha ottenuto risultati migliori. Vediamo quindi i candidati eccellenti bocciati alle consultazioni del 26 maggio.

Gli esclusi eccellenti, a destra e a sinistra

Non ci sono particolari differenze fra gli esclusi in termini di orientamento politico. Sia a destra che a sinistra troviamo nomi ben noti nel panorama italiano che non partiranno per Strasburgo. Fra questi ci sono i due Mussolini: nonostante i 15.794 voti personali ricevuti, Alessandra Mussolini non sarà europarlamentare per Forza Italia, così come il cugino Caio Giulio Cesare Mussolini. L'esponente di Fratelli d'Italia era in corsa nella circoscrizione Sud, dove ha ottenuto ben 21.489 preferenze, che però non gli permetteranno comunque di entrare all'Europarlamento. Sempre per il partito di Giorgia Meloni, rimane fuori anche Daniela Santanché, nonostante il successo del partito e i 7.878 voti ottenuti. I 14.699 voti ottenuti a Padova non valgono l'entrata in Parlamento europeo nemmeno a Elisabetta Gardini, l'eurodeputata uscente che aveva abbandonato FI proprio in favore di FdI.

Grande esclusa da queste elezioni è anche Emma Bonino: il suo partito, +Europa, non ha infatti raggiunto la soglia di sbarramento del 4%. La stessa sorte è quindi toccata al compagno di partito Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma ex grillino che ha conquistato circa 3mila preferenze.Rimane fuori anche Cecile Kyenge, ex ministro del Partito democratico e candidata nella circoscrizione Nord-Est. Nella stessa, nonostante le 48.239 preferenze, è esclusa anche Laura Puppato, ex senatrice dem. Un altro grande escluso della sinistra è Giuseppe Civati, candidato per Europa Verde, i cui 8.199 voti non sono stati sufficienti ad eleggerlo. Niente da fare nemmeno per Sandro Gozi, ex sottosegretario agli Affari europei durante i governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni: è il primo dei non eletti nella lista di Emmanuel Macron, Renaissance. Filippo Nogarin, sindaco uscente a Livorno ed esponente del Movimento 5 Stelle, ha ottenuto oltre 30mila preferenze, senza riuscire però ad essere eletto. Fuori dai giochi anche Irene Pivetti, l'ex presidente della Camera forzista, nonostante i 9.115 voti personali. Non andranno a Strasburgo nemmeno Roberto Fiore di Forza Nuova e Simone di Stefano, candidato con Casapund.

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