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2 Aprile 2021
20:19

Elezioni con il Covid, la proposta di legge per far votare a distanza i cittadini fuori sede

Una proposta di legge, scritta dai costituzionalisti Roberto Bin e Salvatore Curreri, su impulso di un comitato di ragazzi calabresi, il Collettivo Peppe Valarioti, permetterebbe ai fuori sede di votare a distanza. Il testo è stato inviato ieri dal presidente Affari costituzionali Brescia ai capigruppo, in vista delle elezioni previste in autunno.
A cura di Annalisa Cangemi
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Si avvicinano le elezioni in Calabria, e ancora una volta i fuori sede rischiano di essere esclusi dal diritto di voto. Una situazione che rischia di penalizzare milioni di cittadini, aggravata dal contesto della pandemia, che di fatto limita fortemente gli spostamenti sul territorio. Nella Regione si voterà in autunno per scegliere il successore di Jole Santelli, la presidente scomparsa recentemente.

Il governo ha approvato con un decreto legge il rinvio delle elezioni amministrative, regionali e suppletive per Camera e Senato, inizialmente previste nella primavera del 2021, al periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Si vota in 1.293 Comuni, tra cui Roma, Milano, Torino e Napoli. Per la Calabria è già il secondo rinvio: il voto era stato inizialmente fissato il 14 febbraio, per poi essere spostato all'11 aprile.

Ieri il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia ha annunciato durante l'ufficio di presidenza della Commissione di aver inviato ai capigruppo una bozza di proposta di legge, messa a punto dai costituzionalisti Roberto Bin e Salvatore Curreri, su impulso di un comitato di ragazzi calabresi, il Collettivo Peppe Valarioti – il think tank prende il nome dall'insegnante e militante comunista, prima vittima politica della ‘Ndrangheta in Calabria, assassinato nel 1980 – che punta a consentire l'esercizio del diritto di voto dei cittadini fuori sede nelle elezioni regionali e comunali: "La questione del diritto di voto dei cittadini in mobilità – ha detto Brescia – è stata già all'attenzione di questa commissione in occasione dell'esame del progetto di legge cosiddetto Elezioni pulite che ha parzialmente risolto il problema per le europee e i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione. Tale atto, approvato da questo ramo del Parlamento, è ancora all'esame della commissione Affari Costituzionali del Senato. L'emergenza sanitaria e la conseguente impossibilità di muoversi all'interno del territorio nazionale impongono ancora una volta al legislatore una decisione innovativa su tale tematica, anche in vista delle elezioni che si terranno nel prossimo autunno". La proposta può già contare sul sostegno di M5s, Pd e Forza Italia.

La proposta di legge

La bozza della legge, dal titolo ‘Disposizioni per l’esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza nelle elezioni regionali e comunali', che potrebbe prevedere anche un meccanismo del voto anticipato, si compone di due articoli, uno per le elezioni regionali e uno per le amministrative. Nel testo di legge che gli elettori "temporaneamente domiciliati in un Comune situato in una Regione diversa da quella in cui si trova il Comune nelle cui liste elettorali risultano iscritti", "possono esercitare il proprio diritto di voto presso l’Ufficio territoriale del Governo operante nel territorio del Comune in cui hanno eletto domicilio, previa specifica comunicazione da inoltrare all’Ufficio territoriale del Governo operante nella circoscrizione elettorale di residenza entro quattro mesi dalla data prevista per le elezioni regionali. In caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale gli elettori possono esercitare la suddetta opzione entro il decimo giorno successivo alla indizione delle votazioni".

"È compito dell’Ufficio territoriale del Governo operante nella circoscrizione elettorale di residenza trasmettere il materiale elettorale agli altri Uffici territoriali operanti fuori dal territorio regionale. I voti così espressi sono trasmessi dall’Ufficio territoriale del Governo operante nel territorio di domicilio all’Ufficio elettorale operante nella circoscrizione di residenza per il loro immediato conteggio".
Le Regioni a statuto speciale e le province autonome devono poi adeguare le loro legislazioni, introducendo questo meccanismo, entro 180 giorni.

Le reazioni

Dal governo è arrivata un'apertura, attraverso la sottosegretaria al Sud, la pentastellata Dalila Nesci: "Dai giovani calabresi del collettivo Beppe Valarioti arriva una legittima richiesta alle istituioni. Bisogna garantire il voto a studenti e lavoratori fuorisede alle prossime regionali e comunali. È urgente lavorare a una soluzione. Ringrazio i professori Bin e Curreri per la proposta di legge che condivido e spero che tutti i gruppi potranno dare una mano in questa battaglia storica del MoVimento 5 Stelle. Serve un impegno comune. È una questione di civiltà", dice la sottosegretaria al Sud. "Da relatrice della proposta di legge ‘elezioni pulite' – prosegue – ho la piena consapevolezza del problema. Ci abbiamo lavorato nelle ultime due legislature, con due maggioranze diverse. Dobbiamo superare insieme ogni possibile ostacolo e spero nel contributo del Viminale. La società cambia e non possiamo votare come cent'anni fa. Il presidente Brescia promuove un'iniziativa parlamentare a cui anche il Governo dovrà dare la massima attenzione".

L'impegno a spingere la legge è stato espresso anche da Forza Italia, con Annagrazia Calabria: "La garanzia del voto ai fuorisede è un obiettivo di civiltà e democrazia per il quale mi batto da tempo. Trattandosi di un tema che trova ampia condivisione tra le forze politiche, come vice presidente della Commissione Affari Costituzionali, ho sostenuto nell'ufficio di Presidenza l'importanza di arrivare ad una proposta comune di tutti i gruppi parlamentari".

"Il testo elaborato dai costituzionalisti Bin e Curreri era già stato inviato dagli stessi professori al loro collega e nostro capogruppo in Commissione Maurizio D'Ettore e sarà messo ora a disposizione ed esaminato dal servizio legislativo. Tanto più in un momento come quello attuale, dove la pandemia condiziona ancora le vite e gli spostamenti, assicurare il diritto di voto a migliaia di giovani che si trovano in città diverse da quella di residenza, impegnati a costruire il proprio futuro, è doveroso".

La lettera a Mattarella del collettivo

Il Collettivo Peppe Valarioti ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Mattarella, per chiedere di correggere "un vulnus di questo sistema democratico che penalizza centinaia di migliaia tra studenti e lavoratori italiani", garantendo il diritto di voto ai fuori sede, "attraverso la predisposizione di un sistema elettorale a distanza". Recita il testo: "Nella tornata elettorale che attende il Paese in autunno, spicca il caso della Calabria, unica Regione al voto e nota terra di emigrazione. Estendere il suffragio ai tanti giovani lontani da questa terra significa fornire uno strumento capace non solo di rompere le dinamiche di soffocante condizionamento del voto, ma anche di imporre nel dibattito temi importanti di rinnovamento, cui la politica oggi troppo facilmente prescinde".

"Sappiamo – scrivono – di non essere i primi a battersi per l’affermazione sostanziale e universale di questo diritto, ma ora più che mai si rende urgente un intervento parlamentare che dia piena attuazione al Dettato costituzionale secondo il quale, all’art.48, il diritto di voto non può essere limitato. E una limitazione, allo stato attuale, potrebbe essere costituita – oltre che dalle ragioni già conosciute – anche e soprattutto dalla pandemia, che da un anno ha ormai rivoluzionato la vita del nostro Paese, ponendoci dinanzi delle sfide inedite alle quali i decisori politici hanno il dovere di rispondere con delle soluzioni altrettanto inedite, creative ed efficaci".

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