Quota 100 non sarà rinnovata. La formula per il pensionamento anticipato, introdotta dal governo gialloverde in via sperimentale per tre anni, terminerà con il 2021. La misura era stata fortemente voluta dalla Lega e dal suo leader Matteo Salvini, ma nonostante facciano parte del governo Draghi non ci sarà nessuna proroga. Da tempo si parlava di superarla e inserire nuove modalità, la conferma è arrivata dalla bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza che sta circolando in queste ore: "In tema di pensioni, la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti", si legge nel documento.

In realtà il fatto che Quota 100 non sarebbe stata rinnovata era nell'aria da tempo. Già l'ex presidente del Consiglio Conte lo aveva annunciato prima che terminasse la sua esperienza di governo, ma qualche settimana fa era tornato sull'argomento il sottosegretario all'Economia Durigon, leghista e considerato tra i padri del provvedimento: "Oggi è riduttiva", aveva spiegato, aggiungendo che sarebbe stata opportuna una riformulazione. Una cosa è certa: il governo Draghi non ha intenzione di proseguire su quella strada, visto quanto scritto nel Pnrr. Ma soprattutto ci si sposta verso delle misure più mirate sulle categorie che svolgono delle mansioni considerate logoranti.

Ora, però, occorre lavorare a una riforma previdenziale, chiesta in primis dai sindacati che temono un ritorno alla Fornero. Se non dovessero esserci novità, nel 2022 l'età pensionabile passerebbe da 62 a 67 anni. Per ora il governo ha solamente deciso, con questo passaggio inserito nel Recovery plan che domani verrà discusso in Consiglio dei ministri, di non prorogare la possibilità di ottenere il pensionamento per chi ha almeno 38 anni di contributi versati con un'età anagrafica minima di 62 anni.