Riaprire sì, ma in sicurezza e con gradualità. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, torna a ribadire la sua posizione sul tema delle riaperture che potrebbero essere decise durante la prossima cabina di regia governativa sulle misure anti-Covid. Parlando in conferenza stampa a Oporto, dopo il vertice europeo, il presidente del Consiglio risponde a una domanda sul tema delle riaperture e del coprifuoco (con tanto di siparietto con un pavone): bisogna “calcolare bene il rischio. I dati sono abbastanza incoraggianti. Se l'andamento dovesse continuare in questa direzione, la cabina di regia procederà ad altre riaperture. È importante essere graduali, anche per capire quali riaperture avranno più effetto sui contagi e quali meno”. Da qui si pone un altro tema: “Con la ripartenza del turismo bisogna considerare anche che gli aeroporti sono luoghi cui bisogna guardare con molta attenzione, perché sono luoghi dove i contagi possono succedere, quindi bisogna rinforzare i controlli negli aeroporti. Questo non vuol dire chiudere: vuol dire riaprire ma farlo con la testa”.

In vista delle possibili riaperture, il governo sta “esaminando i dati, che sono abbastanza incoraggianti: se l’andamento dovesse proseguire, la cabina di regia procederà a ulteriori riaperture, ma graduali anche per capire quali effetti potranno avere sui contagi. Bisogna riaprire ma in sicurezza calcolando il rischio che si corre”. “Io voglio riaprire, come credo la maggior parte degli italiani, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, a stare insieme, ma bisogna farlo in sicurezza, calcolando bene il rischio che si corre”, aggiunge il presidente del Consiglio.

Draghi chiede rapidità su green pass europeo

Altro tema su cui si sofferma Draghi è quello del Green pass europeo per consentire gli spostamenti a chi è vaccinato, guarito o ha effettuato un tampone con esito negativo: “Abbiamo chiesto con molta enfasi che la Commissione e il Parlamento Ue procedano con la massima rapidità alla definizione del green certificate, per avere un modello europeo su cui confrontarsi per la misure turistiche, altrimenti ci sarà molta confusione”. Il presidente del Consiglio sottolinea anche l’importanza del vertice di Oporto e della conseguente dichiarazione che “come tale non sembra essere di grande importanza a prima vista, ma non è così: il momento è la fine di un lungo viaggio nel campo della tutela dei diritti sociali. Ci sono voluti quattro anni per portare tutto il Consiglio europeo a condividere una prima forma di coordinamento dei mercati del lavoro e soprattutto dei diritti sociali”.

La sospensione dei brevetti e l'export dei vaccini

Altra questione inevitabile è quella dei vaccini e della sospensione dei brevetti. Ma prima, secondo Draghi, “bisognerebbe fare cose più semplici tipo la rimozione del blocco alle esportazioni che oggi gli Stati Uniti per primi e il Regno Unito continuano a mantenere”. In ogni caso “la proposta di Biden ha aperto una porta, poi vedremo. C’è chi protegge la sacralità del brevetto e chi è più aperto”. Il presidente del Consiglio conclude ribadendo un concetto già espresso nelle scorse ore: “Ci sono milioni di persone che non hanno accesso ai vaccini o per mancanza di distribuzione o per mancanza di denaro, che stanno morendo. Ci sono le grandi case farmaceutiche che hanno avuto sovvenzioni governative imponenti. Semplicemente si potrebbe dire che ci si aspetta qualcosa in cambio da queste case farmaceutiche”.