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Dove sarà ancora obbligatoria la mascherina al chiuso dal 1º maggio al 15 giugno

Dal 1° maggio non varrà più l’obbligo di mascherina in diverse strutture al chiuso, a partire dai posti di lavoro, i bar, i ristoranti e gli stadi. Ma la regola rimarrà in alcuni luoghi fino al 15 giugno.
A cura di Giacomo Andreoli
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Dal prossimo 1° maggio verranno eliminate le mascherine in gran parte delle strutture e degli edifici al chiuso. Niente più dispositivi di protezione negli stadi, ma anche nei bar e nei ristoranti. E non solo: in quasi tutti i posti di lavoro le mascherine saranno solo raccomandate. Ma con un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, è stato prorogato l'obbligo di utilizzare le mascherine in alcuni luoghi al chiuso.

L'ordinanza farà da misura-ponte fino alla conversione in legge da parte del Parlamento dell'ultimo decreto Covid di marzo. In Commissione Affari sociali della Camera è stato infatti approvato un emendamento che, una volta votato da Camera e Senato, garantirà la piena validità normativa delle nuove norme.

Le nuove regole sulle mascherine al chiuso dal 1º maggio

L'obbligo di mascherina (Fffp2) viene prorogato fino al 15 giugno per il trasporto pubblico locale (tram, metro e autobus) e a lunga percorrenza (aerei, navi e treni), ma anche per sale teatrali e da concerto, teatri, eventi e competizioni sportive al chiuso (per esempio nei palazzetti). Non solo: servirà la Ffp2 anche per i "locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati". L'obbligo continuerà ad esserci anche per lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali, incluse le Rsa (dove basterà la chirurgica). A questo si aggiunge la proroga dell'uso delle mascherine (anche chirurgiche) a scuola fino alla fine dell'anno scolastico (inclusi esami di terza media e maturità).

L'ordinanza arriva dopo una lunga discussione all'interno dell'esecutivo e della maggioranza. Il ministro Speranza puntava a decisioni improntate sulla massima prudenza, mentre altri, a partire dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa, spingevano per dare un segnale di cambio di passo agli italiani. Alla fine la soluzione trovata è una sorta di via di mezzo tra le due posizioni, con l'eliminazione dell'obbligo nei luoghi di lavoro che più di tutti gli altri cambiamenti avrà un impatto significativo sulla vita quotidiana dei cittadini.

"L'inizio di questa fase nuova – ha commentato Costa- è coerente con la responsabilità dimostrata dagli italiani che hanno imparato a convivere con il virus con grande consapevolezza. Si tratta di un atteso messaggio di fiducia per tutti".

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