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Dopo gli scontri a Torino Salvini rilancia la cauzione per chi manifesta, Cgil: “È incostituzionale”

Dopo gli scontri a Torino, il leader della Lega rilancia la cauzione nei confronti di chi organizza cortei. La misura però, risulterebbe incompatibile con la Costituzione, in particolare l’art. 17, che tutela il diritto di riunione. La Cgil: “Idea assolutamente impropria e incostituzionale”.
A cura di Giulia Casula
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Dopo le violenze verificatesi ieri a Torino durante le proteste per Askatasuna, in cui diversi agenti sono rimasti feriti, Matteo Salvini rilancia la cauzione nei confronti di chi organizza cortei. "I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell'Ordine, e soprattutto l'obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!", ha scritto sui social il vicepremier.

Perché la cauzione proposta dalla Lega per chi manifesta è incostituzionale

Una misura che il leader della Lega aveva proposto già diversi mesi fa, in occasione delle manifestazioni per Gaza e a sostegno della Flotilla, ma che aveva ricevuto subito l'alt dei costituzionalisti. Imporre il pagamento di un versamento anticipato a carico degli organizzatori, come forma di garanzia in caso di danni, risulterebbe in contrasto con l'articolo 17 della Costituzione, che tutela la libertà di riunione pacifica e senza armi.

Per le riunioni in luogo pubblico è richiesto il preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza. Pare dunque abbastanza complicato far conciliare l'ipotesi di una cauzione, che imporrebbe una vera e propria barriera economica a un diritto che dovrebbe essere garantito per tutti, con il dettato costituzionale.

Un aspetto sottolineato anche dalla Cgil. L'idea di una cauzione per chi scende in piazza è "assolutamente impropria e incostituzionale. Che si fa? A chi non ha le possibilità economiche si toglie il diritto di manifestare?"; ha affermato Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil, commentando le parole di Salvini. "La solita Lega usa strumentalmente quello che accade per cercare di limitare il dissenso e il diritto di manifestare. Ieri c'erano decise di migliaia di persone pacifiche a fronte di un gruppo di violenti", ha aggiunto. Far pagare chiunque vada in piazza per manifestare "è come dire che siccome qualche parlamentare della Lega ha rubato qualche milione, allora chiudiamo la Lega", ha incalzato provocatoriamente Ghiglione, promettendo che, se la norma dovesse arrivare in Parlamento, la Cgil la contesterà in tutte le sedi.

Il Carroccio però è tornato a premere sul tema della sicurezza. "Serve una rapida approvazione in Consiglio dei ministri con tutte le proposte avanzate dalla Lega", ha dichiarato il sottosegretario all'Interno e deputato della Lega Nicola Molteni. "Dal divieto all'uso e alla vendita di coltelli, alla legge anti Maranza con carcere e arresto obbligatorio, multe ai genitori e revoca della patente e del passaporto ai giovani violenti con la lama, allo sgombero rapido di tutti gli immobili occupati abusivamente, alla stretta ai ricongiungimenti familiari degli stranieri e alla garanzia finanziaria per chi promuove e organizza le manifestazioni di piazza. I danni di Torino con vetrine distrutte, cassonetti divelti, auto bruciate chi li pagherà?", ha domandato. La Lega ha una sua proposta di legge che "prevede una garanzia finanziaria (una cauzione, una fideiussione) a carico di chi organizza una manifestazione di piazza che degenera in violenza, danni e pericoli per i cittadini. Chi promuove paga i danni. Su questo chiederemo un impegno serio alla maggioranza di governo", ha concluso.

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