I medici avevano ordinato lo sbarco di diciassette dei centocinquanta migranti che si trovano a bordo della nave della Guardia costiera italiana, la Diciotti, ormeggiata al molo di Catania. Avevano rilevato il rischio di contagio di malattie, dal momento che le persone sono state costrette a stare all'interno dell'imbarcazione, ammassate per cinque giorni, senza poter scendere. I primi a scendere dal pattugliatore sono stati tre uomini, seguiti da una donna. Tutti sono stati ‘fotosegnalati', uno per uno, come previsto, alla fine della scaletta e poi fatti salire su ambulanze e mezzi della Croce rossa italiana, che sono in colonna sul molo di Levante, e scortati dalla polizia di Stato e dalla Guardia costiera fino all'ospedale Garibaldi di Catania. L'emergenza medica era scattata per undici donne e sei uomini, ma alla fine sono scesi solo in tredici: cinque donne, infatti, in un primo momento si sono rifiutate di scendere perché non hanno voluto allontanarsi dai familiari che si trovano a bordo. Poi una di loro ci ha ripensato e ha accettato di essere ricoverata in ospedale insieme agli altri. Tutte le undici donne che sono state salvate dalla nave sono state violentate in Libia: i medici hanno accertato i segni delle violenze subite nei centri dei trafficanti umani.

Le donne sono state trasferite in codice rosa nel reparto di ginecologia, mentre tre uomini sono stati ricoverati per sospetta tubercolosi e due per polmonite. Cinque uomini hanno la scabbia e il sesto ha un'infezione urinaria.

E intanto un primo segnale per sbloccare la situazione è arrivato. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha appena fatto sapere via Twitter che l'Albania è pronta ad accogliere venti profughi: "Il Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi ringrazia l'Albania per la decisione di accogliere 20 profughi della nave Diciotti. Un segnale di grande solidarietà e amicizia molto apprezzato dall'Italia", recita il tweet.

"Italia! Non possiamo sostituire l'Europa, ma siamo sempre qui, sull'altra sponda di un mare dove una volta eravamo noi gli Eritrei che soffrivano per giorni e notti nel mezzo del mare, aspettando che l'Europa si svegliasse! Ieri l'Italia ci ha salvato e oggi siamo pronti a dare una mano". Così Il ministro degli Esteri albanese Ditmir Bushati, ha rinnovato l'impegno di aiutare il governo italiano.

Gli scontri al molo

Alcune centinaia di manifestanti stanno protestando davanti alle forze dell'ordine schierate a protezione del molo Levante chiedendo la ‘liberazione' dei migranti ancora a bordo del pattugliatore della Guardia Costiera. I manifestanti stanno gridando slogan come: "fateci passare, tanto non ce ne andiamo, tutti liberi, vergogna, vergogna…". Alcune persone hanno tentato di forzare l'accesso al molo: durante il tentativo di sfondamento del blocco un agente è rimasto ferito, ed è stato soccorso dai suoi colleghi e portato in un cellulare della polizia di stato per le prime cure. Una decina di giovani con salvagenti e tavolette si sono lanciati a mare nel tentativo di raggiungere la nave a nuoto, urlando ‘libertà, libertà'. Sul posto stanno operando motovedette della polizia, della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera per bloccare i giovani che tentano di nascondersi tra le barche ormeggiate nel porto.