Luigi Di Maio ci ripensa e chiede un nuovo Consiglio dei ministri per approvare la manovra. E questa mattina convoca una riunione per "fare il punto su temi prioritari e irrinunciabili, come il carcere ai grandi evasori e la confisca, visto che ci sono dei tentennamenti", riferiscono fonti del Movimento Cinque Stelle. A pochi giorni dal via libera alla legge di Bilancio e al Decreto fiscale, già inviati a Bruxelles per essere visionati, tornano le tensioni politiche sulla manovra. Ma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ricorda: la manovra è già stata approvata lunedì, e il Cdm della prossima settimana servirà solo per esaminare un decreto sul terremoto.

Di ritorno da Washington, dove ha accompagnato il capo di Stato Sergio Mattarella in visita ufficiale, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio vuole quindi incontrare i suoi per "vederci chiaro su molti temi". Il punto centrale del malumore dei Cinque Stelle sulla manovra avrebbe a che fare con la lotta all'evasione e la stretta sul contante. Già qualche giorno fa, parlando del lavoro del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per inserire il carcere per i grandi evasori, Di Maio aveva sottolineato che la lotta all'evasione non va fatta contro i piccoli commercianti. "Non possiamo pensare che i simboli dell'evasione siano l'idraulico, l'elettricista o il tassista. Io non ci sto a scatenare la guerra tra i poveri", aveva commentato. L'abbassamento del tetto per l'uso del contante, le multe per gli esercenti che non utilizzano il Pos e la stretta sulle partite Iva non convincono quindi i pentastellati, ma il Documento programmatico di bilancio, nel frattempo, è già arrivato a Bruxelles.

Proprio da Bruxelles, dove si trova per il Consiglio europeo, Conte rassicura la Commissione dicendo di essere disponibili per tutti i chiarimenti necessari riguardo alla legge di Bilancio italiana per il prossimo anno. Ma le preoccupazioni più grandi sulla tenuta della manovra, a quanto si è visto, continuano ad arrivare dall'interno.