Dal 2030 niente più confezioni d’acqua da sei bottiglie di plastica: le nuove regole UE sugli imballaggi

Le regole europee sugli imballaggi sono cambiate le scorso anno con il nuovo regolamento approvato a fine 2024 ed entrato in vigore nel 2025. Ora, e nei prossimi anni, si iniziano a vedere gli effetti concreti. Tanto più che la Commissione europea è intervenuta con una comunicazione ad hoc per chiarire alcuni aspetti tecnici su cosa è considerato "imballaggio". A partire dal 12 agosto 2026 entrerà in vigore l'obbligo di imballaggi realizzati con materiali riciclabili – un tema su cui le aziende si sono portate avanti da tempo.
In futuro, poi, le ricadute pratiche della nuova normativa diventeranno sempre più evidenti, dato che per gli obiettivi più ambiziosi si è deciso di dare più tempo per adattarsi. Dal 1° gennaio 2030 saranno vietati tutti i prodotti di plastica monouso, ad esempio. Un divieto che include anche i flaconi monouso di shampoo e altri prodotti per l'igiene usati spesso negli alberghi.
Bottiglie d'acqua, niente più confezione da sei: le aziende si ribellano
Una questione che ultimamente ha attirato molto l'attenzione dei consumatori è che tra questi prodotti monouso sono inseriti anche i cosiddetti imballaggi multipack o imballaggi multipli. Si tratta di un'espressione tecnica che a prima vista potrebbe non suggerire granché, ma in realtà si parla di oggetti che tutti trovano quotidianamente nei negozi e supermercati. Ad esempio, le confezioni d'acqua che tengono insieme sei bottiglie. La plastica che le tiene unite è considerata "monouso", proprio perché serve solamente per tenerle insieme. Per questo, dovrebbe sparire a partire dal 2030.
Attenzione, però, perché da qui al 2030 mancano ancora tre anni e mezzo e, come spesso avviene, prima che la legge entri in vigore potrebbe cambiare. Le aziende che vendono acqua, in particolare, stanno portando una certa pressione sulla Commissione europea per cancellare questo tipo di confezione dall'elenco di quelle vietate. Non si può escludere, quindi, che le cose cambino e che le confezioni d'acqua da sei possano rimanere sugli scaffali.
Gli imballaggi monouso che saranno vietati dal 2030
La lista, in ogni caso, non si ferma qui. Il regolamento europeo, all'allegato V, contiene un elenco degli imballaggi che saranno vietati. Va detto che, in ogni caso, entro il 12 febbraio del prossimo anno la Commissione darà dei chiarimenti che potrebbero allungare la lista dei prodotti esclusi dal divieto, e che quindi potranno essere ancora utilizzati.
Gli imballaggi vietati dal 2030 sono:
- Imballaggi multipli di plastica monouso: quelli usati in negozio per "raggruppare prodotti venduti in bottiglie, lattine, barattoli, vasi, vaschette e confezioni". Qui ricadono anche le confezioni d'acqua, che pure, come detto, potrebbero essere escluse.
- Imballaggi per prodotti ortofrutticoli freschi: tutte le confezioni che contengono meno di 1,5 chili di frutta o verdura freschi, incluse ad esempio le reti che contengono arance, limoni, cipolle o teste d'aglio. Ma anche vassoi e vaschette varie con frutti o ortaggi. I singoli Stati potranno poi creare delle eccezioni per i prodotti che hanno bisogno di essere conservati in questo modo.
- Imballaggi di plastica monouso: in questa categoria ricadono piatti e bicchieri monouso, sacchetti, scatole, vassoi, tutto ciò che viene usato per alimenti e bevande nella ristorazione e negli alberghi.
- Imballaggi per condimenti, conserve, salse, panna da caffè, zucchero: anche in questo caso, tutte le plastiche monouso negli alberghi e ristoranti devono sparire. Si ‘salvano' solo gli imballaggi forniti insieme ad alimenti pronti da asporto per il consumo immediato, e quelli necessari per garantire sicurezza e igiene in luoghi come ospedali o cliniche.
- Imballaggi per cosmetici e prodotti per l'igiene: si tratta dei famosi flaconcini monouso di sapone, lozioni, shampoo, ma anche i sacchetti per le saponette, pensati per essere lasciati in una stanza d'albergo e usati prima che arrivi l'ospite successivo
- Borse di plastica di materiale ultraleggero, che vengono fornite ad esempio quando si fa la spesa.