Da Governo e regioni ok al Patto per la Salute: aumentano di 2 miliardi i fondi per la sanità
Il Governo ha approvato ieri il nuovo "patto per la salute", l'accordo che configura il settore sanitario nei prossimi anni: già a partire dal prossimo anno saranno stanziati due miliardi in più e nelle corsie degli ospedali potranno lavorare anche gli specializzandi al terzo anno. Per sopperire, almeno in parte, alla carenza di personale ci sarà la possibilità per i medici che hanno compiuto i 70 anni di età di rimanere in servizio. Sale inoltre il tetto della spesa per il personale al fine di consentire nuove assunzioni.
Il Ministro della Sanità Roberto Speranza ha commentato: "Il Paese è più unito e vuole investire nuovamente, con tutta l'energia possibile, nel comparto salute. Penso che questa sia la scelta giusta: grande unità e grande coesione tra lo Stato, il Governo e le Regioni. Proviamo ad investire con vigore: lo facciamo con 2 miliardi di euro in più quest'anno e 1,5 miliardi il prossimo. Ma abbiamo un obiettivo molto più ambizioso da qui alla fine della legislatura, annunciato insieme al presidente del Consiglio Conte: 10 miliardi per la sanità. Con questo Patto affrontiamo alcuni nodi fondamentali, a partire da quelli del personale, per provare a dare più forza al nostro Servizio sanitario nazionale. Oggi, si è scritta una bella pagina di dialogo tra le istituzioni e di collaborazione istituzionale e il Servizio sanitario è più forte".
Ma cosa prevede, più in dettaglio, il nuovo Patto per la Salute? Verranno aumentate le risorse a disposizione del comparto di 2 miliardi per il 2020 e 1,5 miliardi per il 2021. Il livello del finanziamento passa quindi dai 114.474.000.000 del 2019 ai 116.474.000.000 del 2020 ai 117.974.000.000 del 2021.
Oltre all'aumento delle risorse nel triennio 2020-2022 si affronterà con decisione il nodo della carenza di personale grazie all'ammissione degli specializzandi iscritti al terzo anno del corso di specializzazione quadriennale o quinquennale alla partecipazione alle procedure concorsuali per la dirigenza sanitaria e proroga al 31 dicembre 2022 della possibilità di stipulare contratti a tempo determinato per gli specializzandi collocati nelle graduatorie concorsuali. Sarà permessa la proroga a rimanere a lavoro oltre i 40 anni di servizio e fino a 70 anni di età ai medici specialisti, su base volontaria e secondo le esigenze aziendali.
Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato Regioni, ha spiegato che nel patto è prevista la rimodulazione "nella direzione di una maggiore flessibilità" del tetto di spesa del personale dal 5% al 10%, valutando la possibilità di un ulteriore aumento al 15%, e quella del tetto relativo agli acquisti di prestazioni dai privati accreditati. Novità che destano comunque scetticismo nel Sindacato medici italiani (SMI): secondo il segretario generale Pina Onotri è un provvedimento "con luci e ombre, in cui ci sono poche risorse per i rinnovi contrattuali dei medici di famiglia".