Da Governo e regioni ok al Patto per la Salute: aumentano di 2 miliardi i fondi per la sanità

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Il Patto per la Salute varato dal governo prevede, tra le altre cose, l’aumento delle risorse a disposizione del comparto di 2 miliardi per il 2020 e 1,5 miliardi per il 2021. Il livello del finanziamento passa quindi dai 114.474.000.000 del 2019 ai 116.474.000.000 del 2020 ai 117.974.000.000 del 2021.

Il Governo ha approvato ieri il nuovo "patto per la salute", l'accordo che configura il settore sanitario nei prossimi anni: già a partire dal prossimo anno saranno stanziati due miliardi in più e nelle corsie degli ospedali potranno lavorare anche gli specializzandi al terzo anno.  Per sopperire, almeno in parte, alla carenza di personale ci sarà la possibilità per i medici che hanno compiuto i 70 anni di età di rimanere in servizio. Sale inoltre il tetto della spesa per il personale al fine di consentire nuove assunzioni.

Il Ministro della Sanità Roberto Speranza ha commentato: "Il Paese è più unito e vuole investire nuovamente, con tutta l'energia possibile, nel comparto salute. Penso che questa sia la scelta giusta: grande unità e grande coesione tra lo Stato, il Governo e le Regioni. Proviamo ad investire con vigore: lo facciamo con 2 miliardi di euro in più quest'anno e 1,5 miliardi il prossimo. Ma abbiamo un obiettivo molto più ambizioso da qui alla fine della legislatura, annunciato insieme al presidente del Consiglio Conte: 10 miliardi per la sanità. Con questo Patto affrontiamo alcuni nodi fondamentali, a partire da quelli del personale, per provare a dare più forza al nostro Servizio sanitario nazionale. Oggi, si è scritta una bella pagina di dialogo tra le istituzioni e di collaborazione istituzionale e il Servizio sanitario è più forte".

Ma cosa prevede, più in dettaglio, il nuovo Patto per la Salute? Verranno aumentate le risorse a disposizione del comparto di 2 miliardi per il 2020 e 1,5 miliardi per il 2021. Il livello del finanziamento passa quindi dai 114.474.000.000 del 2019 ai 116.474.000.000 del 2020 ai 117.974.000.000 del 2021. 

Oltre all'aumento delle risorse nel triennio 2020-2022 si affronterà con decisione il nodo della carenza di personale grazie all'ammissione degli specializzandi iscritti al terzo anno del corso di specializzazione quadriennale o quinquennale alla partecipazione alle procedure concorsuali per la dirigenza sanitaria e proroga al 31 dicembre 2022 della possibilità di stipulare contratti a tempo determinato per gli specializzandi collocati nelle graduatorie concorsuali. Sarà permessa la proroga a rimanere a lavoro oltre i 40 anni di servizio e fino a 70 anni di età ai medici specialisti, su base volontaria e secondo le esigenze aziendali.

Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato Regioni, ha spiegato che nel patto  è prevista la rimodulazione "nella direzione di una maggiore flessibilità" del tetto di spesa del personale dal 5% al 10%, valutando la possibilità di un ulteriore aumento al 15%, e quella del tetto relativo agli acquisti di prestazioni dai privati accreditati. Novità che destano comunque scetticismo nel Sindacato medici italiani (SMI): secondo il segretario generale Pina Onotri è un provvedimento "con luci e ombre, in cui ci sono poche risorse per i rinnovi contrattuali dei medici di famiglia".

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