Cunial e Barillari hanno denunciato Aifa per la campagna vaccinale Covid: “La verità verrà a galla”

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La deputata Cunial e il consigliere regionale del Lazio Barillari sono di nuovo insieme – dopo l’occupazione degli uffici della Regione contro il Green pass – per denunciare l’Agenzia italiana del farmaco. Il motivo? “La disastrosa campagna vaccinale attuata indiscriminatamente su tutta la popolazione italiana”.

Qualcuno se li ricorderà barricati negli uffici della Regione Lazio, occupati per protestare contro il Green pass, o sul palco del neonato partito di Enrico Montesano, a presentarsi come politici di riferimento dell'area No vax e complottista. Ma la deputata Sara Cunial e il consigliere regionale Davide Barillari sono insieme anche in una nuova avventura: hanno presentato ufficialmente una "denuncia/querela" alla Procura di Roma, come loro stessi annunciano, nei confronti dell'Agenzia italiana del farmaco. L'Aifa. Il motivo? La campagna di vaccinazione contro il Covid. La notizia è circolata sul canale Telegram di Cunial, lo stesso in cui ha diffuso la notizia di aver votato a sfavore della mozione per la lotta contro il cancro in Parlamento solo pochi giorni fa.

Insomma, dopo aver detto che Draghi vuole fuggire all'estero perché lo stanno cercando e aver agitato aglio e acquasanta a Montecitorio, Cunial denuncia l'Aifa insieme a Barillari per "la disastrosa campagna vaccinale attuata indiscriminatamente su tutta la popolazione italiana". Nel messaggio viene fatto riferimento ai dati che "promettevano efficacia e sicurezza" e invece "sono stati clamorosamente smentiti dalle evidenze scientifiche". Anche se onestamente non si capisce bene quali.

Poi si parla di "emergenza democratica", i vaccini vengono definiti "sieri" e viene raccontato che la denuncia è "l'epilogo di una richiesta di accesso agli atti rivolta ad Aifa nel marzo scorso" da Barillari stesso. Indovinate? I dati forniti non sono stati soddisfacenti. Perciò "in seguito all'inconsistenza ed elusività delle risposte ricevute, è stato necessaria la presentazione della denuncia".

Il messaggio alla loro comunità si conclude con una dichiarazione abbastanza surreale dei due: "La responsabilità di un trattamento sperimentale imposto direttamente ed indirettamente alla popolazione tutta deve trovare giustizia", dice Barillari.

Cunial, invece, rilancia: "È finito il tempo di credere in una medicina pagata dalle case farmaceutiche e guidata da fini di lucro e potere, capace di portare con la paura, il ricatto e l’ignoranza, milioni di persone a sperimentare sul proprio corpo terapie dagli effetti tragici e sconosciuti". E ancora: "È finito il tempo di credere nella vostra scienza, in perenne conflitto di interesse, prona alle lobby e al denaro che, abiurando alla sua stessa missione, ben si guarda di lavorare per la salute pubblica e il bene comune". Poi conclude: "La ricerca deve tornare libera e indipendente, dando spazio a quei ricercatori che in scienza e coscienza, anche in questi tempi difficili, hanno portato avanti con dignità, coraggio e professionalità il loro lavoro". L'ultima riga, alla fine, recita così: "La verità verrà a galla, certus an incertus quando".

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