Cristiani per Israele, l’inchiesta di Fanpage arriva in Parlamento. M5s: “Indagare sui soldi agli insediamenti”
Il Movimento 5 Stelle ha portato in Parlamento l’inchiesta di Fanpage.it su Cristiani per Israele, un'associazione italiana che raccoglie donazioni per finanziare gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, che per le Nazioni Unite costituiscono “una flagrante violazione del diritto internazionale e un grave ostacolo alla realizzazione della soluzione dei due Stati", oltre che al raggiungimento "di una pace giusta, duratura e complessiva”.
La deputata Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione al governo Meloni in cui si chiede di accertare dove finiscano i soldi raccolti in Italia da Cristiani per Israele, se tra i beneficiari figurino soggetti sanzionati dall'Unione europea e di effettuare verifiche sui contributi pubblici ricevuti dall'associazione.
Cristiani per Israele Italia ha confermato, nel corso di una conversazione sotto copertura con Fanpage.it, che è possibile effettuare donazioni destinate a progetti nelle colonie israeliane della West Bank. Inoltre, l’associazione intrattiene da anni rapporti con esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega, che hanno partecipato a iniziative politiche e incontri istituzionali organizzati da C4I Italia, anche al Senato. Tra il 2023 e il 2024 l'organizzazione ha ricevuto 16mila euro dalla Regione Veneto per iniziative culturali sulla Shoah e sulla cultura ebraica.
La deputata chiede di sapere, inoltre, quali iniziative l'esecutivo intenda adottare per impedire che fondi provenienti dall'Italia possano contribuire al consolidamento o all'espansione delle colonie israeliane.
Cosa dice l'interrogazione del M5S su Cristiani per Israele
L'interrogazione è indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri degli Esteri, dell'Economia e dell'Interno.
Cristiani per Israele Italia, che ha sede ad Albignasego, in provincia di Padova, fa parte di Christians for Israel International (C4I), una rete fondata nei Paesi Bassi nel 1979 con uffici in oltre 40 paesi e attività "in tutti e cinque i continenti". Da più di vent'anni questo movimento transnazionale finanzia progetti negli insediamenti israeliani della Cisgiordania, anche e soprattutto attraverso un'organizzazione partner, Christian Friends of Israeli Communities (CFOIC), che ha sede nelle colonie. Oltre alle iniziative umanitarie, vengono raccolte donazioni per l'acquisto di droni, telecamere, sistemi di sorveglianza e veicoli da impiegare negli insediamenti.
Sul suo sito anche C4I Italia indica CFOIC come partner. Tra i progetti che è possibile finanziare compare la voce "Giudea e Samaria", termini di origine biblica usati da Israele per riferirsi alla Cisgiordania: "Aiutaci ad edificare le comunità in Giudea e Samaria". Li abbiamo contattati fingendoci interessati a effettuare una donazione: la sezione ha confermato la possibilità di contribuire a progetti nei territori colonizzati; per vincolare l'elargizione, spiegano, è sufficiente specificare nella causale “Giudea e Samaria”. Nello scambio, l’ufficio ha rivelato anche che collabora direttamente con le autorità politiche occupanti.
Inoltre, tra il 2011 e il 2025 la filiale italiana ha organizzato numerose conferenze con diplomatici israeliani e parlamentari dell’attuale maggioranza: al convegno “Jerusalem Prayer Breakfast” hanno partecipato come relatori anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini. La presidente e fondatrice di C4i Italia Edda Fogarollo, docente di storia, nel 2015 si è candidata alle regionali in Veneto con Fratelli d'Italia. Nel 2022 ha corso alle comunali nella lista “Più Padova con Peghin sindaco”, sostenuta dal centrodestra. Il 23 settembre 2026 era a Pontida con una bandiera di Israele, al fianco del deputato leghista Paolo Formentini.
Nell'interrogazione Ascari richiama la questione dei finanziamenti pubblici: tra il 2023 e il 2024 la Regione Veneto ha assegnato all'associazione 9.500 euro per la "Mostra d'arte degenerata" e 6.500 euro per il progetto "L'amico di Primo Levi, Eugenio Gentili Tedeschi". La deputata ha precisato che non è in discussione la legittimità delle iniziative culturali finanziate e ribadito "la necessità di contrastare con assoluta fermezza ogni forma di antisemitismo". Tuttavia, scrive nell'interrogazione, "appare necessario verificare se un soggetto beneficiario di risorse pubbliche italiane raccolga contestualmente fondi destinati, direttamente o indirettamente, a sostenere comunità o progetti negli insediamenti israeliani situati nei territori palestinesi occupati".
Il documento ricorda anche che nel 2016 il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha ribadito che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania costituiscono una "flagrante violazione del diritto internazionale". Nel luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la presenza israeliana nei territori palestinesi occupati è illegale e deve cessare il più rapidamente possibile. Anche il governo italiano, insiste Ascari, si è ripetutamente dichiarato contrario all'espansione delle colonie.
Per la deputata dei 5S la questione "non riguarda in alcun modo la libertà religiosa, la libertà di associazione o il legittimo contrasto all'antisemitismo", ma "esclusivamente la trasparenza dei flussi finanziari, la destinazione delle risorse raccolte in Italia, l'eventuale utilizzo di finanziamenti pubblici e la coerenza di tali finanziamenti con gli obblighi internazionali e con gli indirizzi di politica estera dello Stato italiano".
Cosa chiede il Movimento 5 Stelle al governo Meloni
Ascari chiede al governo "se risulti quale sia l'ammontare complessivo delle somme raccolte in Italia e successivamente trasferite all'estero, direttamente o attraverso la rete Christians for Israel International, CFOIC o altri soggetti, per progetti realizzati negli insediamenti israeliani della Cisgiordania occupata". Vuole inoltre sapere "quali siano stati, negli ultimi anni, i destinatari e i beneficiari finali di tali trasferimenti, nonché la natura dei progetti finanziati".
La deputata domanda "se il Governo disponga di elementi circa eventuali trasferimenti destinati all'acquisto di mezzi, apparecchiature di sorveglianza, droni, veicoli o altre dotazioni utilizzabili negli insediamenti della Cisgiordania".
Poi Ascari chiede di verificare se esistano rapporti finanziari con soggetti sottoposti a sanzioni europee. In particolare, vuole sapere "se risultino rapporti finanziari, convenzioni, collaborazioni o trasferimenti di risorse tra l'associazione italiana e organizzazioni, enti o persone destinatarie di misure restrittive dell'Unione europea connesse alle violenze dei coloni o alle gravi violazioni dei diritti umani in Cisgiordania". Domanda anche se siano stati effettuati, o siano previsti, controlli per ricostruire i movimenti del denaro raccolto in Italia e inviato verso i territori occupati.
L'interrogazione poi passa ai finanziamenti pubblici ricevuti da Cristiani per Israele: Ascari chiede al governo di ricostruire tutti i "contributi, finanziamenti, sovvenzioni, patrocini o altre forme di sostegno pubblico" riconosciuti all'associazione negli ultimi dieci anni. Per quanto riguarda i 16mila euro assegnati dalla Regione Veneto, vuole sapere "se siano state effettuate verifiche sulla rendicontazione delle somme e sulla loro effettiva destinazione esclusivamente alle iniziative culturali per le quali erano state concesse".
Infine, la deputata pone una questione politica all'esecutivo: chiede "se ritengano coerente con la posizione internazionale dell'Italia che soggetti beneficiari di finanziamenti pubblici italiani possano contemporaneamente raccogliere risorse destinate a sostenere progetti negli insediamenti israeliani", che le Nazioni Unite considerano illegali.
Da qui l'ultima richiesta al governo Meloni: chiarire "quali iniziative il Governo intenda assumere, anche in sede europea, per assicurare che fondi provenienti dall'Italia non contribuiscano direttamente o indirettamente all'espansione o al consolidamento degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati".