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Cristiani per Israele, l’associazione vicina a Fdi e Lega che finanzia i coloni e ha ricevuto soldi pubblici

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Un insediamento illegale israeliano ad Evyatar, in Cisgiordania
Cristiani per Israele Italia fa parte di una rete internazionale sionista che muove milioni di euro e raccoglie donazioni per finanziare gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Contattata sotto copertura da Fanpage.it, la filiale italiana ha confermato che è possibile destinare denaro a progetti nelle colonie. L’associazione ha organizzato eventi al Senato con Giorgia Meloni e Matteo Salvini e ricevuto contributi dalla Regione Veneto a guida centrodestra.

Cristiani per Israele è un’associazione che finanzia gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania; il governo Netanyahu continua a promuoverne l’espansione, ma per le Nazioni Unite costituiscono “una flagrante violazione del diritto internazionale e un grave ostacolo alla realizzazione della soluzione dei due Stati", oltre che al raggiungimento "di una pace giusta, duratura e complessiva”. La West Bank fa parte dei territori palestinesi occupati da Israele dal 1967. Nel 2024 la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la presenza israeliana in questa regione è illegale e deve cessare il più rapidamente possibile.

Invece secondo Edda Fogarollo, docente di storia e presidente di Cristiani per Israele Italia, lo Stato ebraico “sta facendo ciò che anche la parola di Dio disse: quella terra appartiene al popolo di Israele”. Al netto delle enormi ambiguità, tra cui i continui tentennamenti sulle misure commerciali contro gli insediamenti, il governo Meloni ha condannato la colonizzazione della Cisgiordania.

Però l’associazione di Fogarollo vanta rapporti solidi e di lunga durata con la destra italiana: nel 2015 la professoressa si è candidata alle regionali venete con Fratelli d’Italia (ma non è stata eletta). Nel 2022 ha corso alle comunali nella lista “Più Padova con Peghin sindaco”, sostenuta dal centrodestra. Quest’anno ha fatto anche campagna per il sì al referendum sulla giustizia, spendendosi pubblicamente a favore della riforma Nordio. Il 23 settembre 2026 era a Pontida con una bandiera di Israele, al fianco del deputato leghista Paolo Formentini.

Tra il 2011 e il 2025 il suo movimento ha organizzato numerose conferenze con diplomatici israeliani e parlamentari dell’attuale maggioranza: al convegno “Jerusalem Prayer Breakfast” hanno partecipato come relatori anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Inoltre, l’ente pro-coloni ha ricevuto soldi pubblici.

Una rete sionista internazionale con filiali in oltre 40 paesi e flussi di denaro verso gli insediamenti illegali

L’associazione fa parte della rete “Cristiani per Israele Internazionale” (C4I), un movimento fondato nei Paesi Bassi nel 1979 con “affiliate, rappresentanti e partner”, come si legge sul sito ufficiale, “ in oltre 40 paesi”. Tra questi ci sono la Germania, l’Ucraina, l’Australia, la Corea del Sud, gli Stati Uniti d’America e l’Italia. Le singole sezioni, che ogni anno versano una quota all’internazionale, ricevono donazioni da sostenitori e finanziano progetti in Israele. La campagna straordinaria di aiuti d’emergenza lanciata da C4I dopo il sette ottobre ha raccolto 3,6 milioni.

C4I manda soldi in Cisgiordania da oltre vent’anni: “Giudea e Samaria, ciò che il mondo chiama West Bank, sono il cuore d’Israele”, spiega il reverendo Willem J. J. Glashouwer, il presidente onorario. “Anche le alture del Golan, il Bashan biblico, appartengono alla terra d’Israele. Anche la Striscia di Gaza: fa parte del territorio assegnato alla tribù di Giuda. Gerusalemme non è mai stata una città divisa. Era una sola città, capitale dello Stato d’Israele”.

La maggior parte dei fondi destinati agli insediamenti passa per Cristian Friends of Israeli Communities (Cfoic), un’organizzazione che ha il quartier generale nelle colonie. Oltre alle iniziative umanitarie, con le donazioni acquista droni, telecamere, sistemi di sorveglianza e jeep per pattugliare il territorio. Il media olandese Investico ha scoperto che la filiale dei Paesi Bassi di C4I ha investito nell’espansione degli insediamenti, sovvenzionando prefabbricati per nuovi immigrati.

L’associazione collaborava anche con Nati Rom, un estremista che vive nei territori occupati. In una telefonata con i giornalisti di Investico, che si erano presentati come ricchi ereditieri, l’attivista ha proposto di utilizzare le donazioni per l’acquisto di pistole da destinare ai coloni. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta la sezione olandese ha annunciato la sospensione della partnership.

La filiale italiana manda soldi in Cisgiordania e collabora con le autorità politiche occupanti

La filiale italiana, che ha sede ad Albignasego (in provincia di Padova) ed è stata fondata nel 2011, sul suo sito pubblica un IBAN e indica i progetti che i donatori possono sostenere. Tra le voci disponibili, “Giudea e Samaria”: “Collaborando con CFOIC sosteniamo la nascita di nuove comunità ebraiche nel cuore dell’Israele biblico […] Aiutaci ad edificare le comunità in Giudea e Samaria!”.

Abbiamo contattato C4I Italia fingendoci interessati a effettuare una donazione. In una conversazione via chat la sezione ha confermato la possibilità di finanziare progetti nei territori colonizzati; per vincolare l'elargizione, spiegano, è sufficiente specificare nella causale “Giudea e Samaria”. Nello scambio, l’ufficio ha rivelato anche che collabora direttamente con le autorità politiche occupanti. Del resto, negli anni l’associazione ha organizzato numerosi viaggi in Israele e negli insediamenti; alcuni tour prevedevano incontri con i soldati dell’Idf.

Sui social C4I Italia pubblica interviste con i leader del movimento dei coloni come Yossi Dagan, il capo del Consiglio regionale di Samaria. Marco Alexander, guida turistica in Israele e ospite ricorrente dei webinar che il movimento carica su YouTube, dice che “la miglior cosa sarebbe che la popolazione di Gaza fosse trasferita altrove […] affinché possa subire un processo di depalestinizzazione”. In un altro video Fogarollo attacca il cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme: “un cristiano con la kefiah […] Mi auguro che il Papa intervenga e gli dica: togli quella kefiah o vai in un’altra città”. La polizia israeliana aveva appena impedito l'accesso alla Basilica del Santo Sepolcro al cardinale e a padre Francesco Ielpo, il Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro. Secondo la presidente di C4I Italia il governo di Giorgia Meloni dovrebbe dichiarare fuori legge “ogni forma di propal”.

Cristiani per Israele al Senato, con Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Già nel 2011 la filiale italiana aveva portato al Senato la campagna contro il riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese. In quella sede, promuove una petizione “a sostegno d’Israele e contro la decisione unilaterale di dividere Gerusalemme la capitale d’Israele e il centro della cristianità mondiale”, che sottoscrive anche il senatore Lucio Malan (in un’altra occasione pubblica, presentato come “grande amico di Cristiani per Israele”). All’epoca in quota Popolo della Libertà, oggi Malan è capogruppo al Senato per Fratelli d’Italia: un partito che è sempre stato favorevole alla soluzione “due popoli, due Stati”.

Il 13 ottobre 2021 C4I organizza il Jerusalem Prayer Breakfast al Senato. Introduce Fogarollo: “siamo qui per prendere una posizione precisa per Israele, per Gerusalemme”. Si rivolge a “senatori, deputati, uomini politici, uomini di governo […] è tempo che prendiamo posizione a favore di Israele”. All’evento ce ne sono tanti, e per ciascuno la scaletta prevede un intervento: oltre all’ambasciatore israeliano in Italia Dror Eydar, Lucio Malan, il deputato Paolo Formentini e il senatore Simone Pillon (entrambi Lega), Giuseppe Cucca (Italia Viva), Giorgia Meloni – all’epoca leader dell’opposizione – e Matteo Salvini. Il capo del Carroccio assicura che “trasferire la capitale da Tel Aviv a Gerusalemme sarà un impegno morale, civile, religioso e politico”.

Il 30 novembre 2023 il movimento torna a Palazzo Madama per la conferenza “Nuovi sviluppi dell’antisemitismo in Italia”, su iniziativa del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo; presenti i compagni di partito Paolo Formentini ed Erika Stefani, oltre a Lior Keinan, viceambasciatore dello Stato d’Israele in Italia.

“A ogni incontro”, dice Fogarollo a conclusione dell’evento, “dobbiamo arrivare a un risultato”. Poi legge un documento preparato da Cristiani per Israele e indirizzato alla Presidenza del Consiglio in cui indica una serie di richieste: ad esempio, codificare in una legge la definizione dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) di antisemitismo. “Non solo a fini educativi”, ma anche affinché “si concretizzi con normative a carattere penale per i trasgressori”. Infine, si augura che il convegno “possa portare a una proposta di un decreto di legge”.

Il 30 gennaio 2024, dunque solo pochi mesi dopo, il senatore Romeo deposita un controverso disegno di legge a tema antisemitismo che riprende proprio la definizione dell’IHRA (dopo numerose modifiche è stato approvato dal Senato e ora sta per passare anche alla Camera). In questa formulazione rientra anche, ad esempio, “applicare due pesi e due misure nei confronti di Israele richiedendo un comportamento non atteso da o non richiesto a nessun altro stato democratico” o “fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti”. Erika Stefani invita nuovamente l’organizzazione in Parlamento a febbraio 2025 per un convegno sull’Iran; stavolta partecipano anche il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio (Lega) e il solito Formentini.

Il 23 settembre 2026 Maurizio Gasparri ha ospitato Fogarollo nel suo studio al Senato per un confronto sul ddl antisemitismo che è stato pubblicato sul canale ufficiale dell'associazione. Il senatore forzista difende il provvedimento e assicura che "non c’è nessun divieto di fare critiche al governo o ai politici di Israele". Quando la presidente di C4I Italia gli chiede che cosa possa fare il suo movimento per facilitare l'approvazione del testo, Gasparri la esorta a "dare un contributo di verità e di coraggio, come state già facendo. Questo dà forza a noi e divulga, attraverso tutti i mezzi di comunicazione, la verità della democrazia, della difesa dei diritti delle persone e della lotta all’intolleranza e all’antisemitismo".

L’associazione pro-coloni ha ricevuto soldi pubblici dalla Regione Veneto a guida centrodestra

Nel quadro dell’iniziativa “per la conoscenza della Shoà, dei crimini del nazismo e dell’antisemitismo e per la conoscenza della realtà, della cultura e della tradizione ebraica”, tra il 2023 e il 2024 la Regione Veneto a guida centrodestra ha assegnato a Cristiani per Israele 16.000 euro, destinati al finanziamento di eventi culturali: “la Mostra d’arte degenerata” (9.500 euro) e “l’amico di Primo Levi, Eugenio Gentili Tedeschi” (6.500 euro).

Alla prima – che si è tenuta alla “InParadiso Art Gallery”, nei giardini della Biennale di Venezia – era presente anche Magdi Cristiano Allam, ex europarlamentare passato per Fdi e amico personale di Fogarollo. Con i quadri dell’esposizione alle spalle, ha pronunciato un discorso in cui ha negato l’identità nazionale palestinese: “si parla della Palestina come se fosse stata una realtà politica, quando sarebbe sempre stata soltanto una realtà geografica”. Per poi lanciare un appello: “Dobbiamo sostenere Israele su tutti i fronti: sul fronte militare, sul fronte culturale, sul fronte civile, sul fronte della comunicazione, perché Israele rappresenta la cultura della vita”.

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